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Assemblee

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L'assemblea condominiale


L'assemblea condominiale non può assumere decisioni che riguardino i singoli condomini nell'ambito dei beni di loro proprietà esclusiva, salvo che non si riflettano sull'adeguato uso delle cose comuni; ne consegue che nel caso in cui i balconi, che appartengono in modo esclusivo al proprietario dell'appartamento di cui fanno parte, presentino nella facciata esterna elementi decorativi, o anche semplicemente cromatici, che si armonizzano con la facciata del fabbricato dal quale sporgono, per i lavori di restauro o di manutenzione straordinaria della facciata, decisi con la prescritta maggioranza, legittimamente viene incluso nei lavori comuni il contemporaneo rifacimento della facciata esterna dei detti balconi, essendo il decoro estetico dell'edificio condominiale un bene comune, della cui tutela è competente l'assemblea.
Cassazione civile, sez. II, 30 agosto 1994, n. 7603

In tema di condominio di edificio, in caso di alienazione di un piano o di porzione di un piano, dal momento in cui il trasferimento venga reso noto al condominio, lo status di condomino appartiene all'acquirente, e pertanto soltanto quest'ultimo è legittimato a partecipare alle assemblee ed ad impugnarne le deliberazioni, mentre il venditore, che non è più legittimato a partecipare direttamente alle assemblee condominiali, può far valere le sue ragioni connesse al pagamento dei contributi (relativi all'anno in corso e a quello precedente, ai sensi dell'art. 63 disp. attuaz. c.c.) attraverso l'acquirente che gli è subentrato, e per il quale, anche in relazione al vincolo di solidarietà, si configura una gestione di affari non rappresentativa che importa obbligazioni analoghe a quelle derivanti da un mandato, e fra queste quella di partecipare alle assemblee condominiali e far valere in merito anche le ragioni del suo dante causa.
Cassazione civile, sez. II, 10 gennaio 1990, n. 9

L'art. 6 della legge n. 841 del 1973, nella parte in cui attribuisce al conduttore tenuto contrattualmente al pagamento delle spese di gestione del servizio di riscaldamento il diritto di partecipare, in luogo del locatore, alle assemblee condominiali convocate per delibere su dette spese di gestione, nonché sulle modalità della predetta gestione, ha carattere eccezionale rispetto alla disciplina del condominio sugli edifici, e non è quindi suscettibile di interpretazione estensiva.

Ai fini della validità della delibera di assemblea condominiale, il quorum richiesto deve esistere al momento della costituzione dell'assemblea, e nel verbale ad essa relativo devono essere indicati gli elementi indispensabili per il riscontro della validità della costituzione assembleare senza che sia altresì necessaria la dichiarazione di regolarità dell'assemblea in relazione al totale dei millesimi rappresentati dagli intervenuti.
Cassazione civile, sez. II, 23 luglio 1983, n. 5073

Colui il quale, agendo nei confronti del conduttore di un immobile sito in edificio condominiale, ponga a fondamento della domanda la pretesa violazione di una norma del regolamento del condominio, ha l'onere di fornire la prova dell'operatività della norma stessa. Conseguentemente il conduttore - convenuto legittimamente può rilevare, nelle sue difese, la mancata approvazione del regolamento che, quale condizione costitutiva dell'esperita azione, deve essere considerata dal giudice d'ufficio.
Cassazione civile, sez. II, 7 agosto 1982, n. 4444

Dal principio contenuto nell'art. 67 comma 2 disp.att. c.c., secondo il quale i comproprietari di un piano o porzione di piano hanno diritto ad un solo rappresentante nell'assemblea che è designato dai comproprietari interessati, si desume che gli eventuali contrasti fra comproprietari sull'assemblea condominiale vanno risolti all'interno del gruppo, di modo che la volontà del rappresentante, valga quale espressione irretrattabile della volontà comune, per tutti, e, cioè, sia per i proprietari dissenzienti della minoranza, sia per i rimanenti condomini.

La rappresentanza può essere dedotta, oltre che da una espressa dichiarazione del soggetto agente, da ogni altro elemento da cui risulti che l'attività di tale soggetto si svolga, appunto, in attuazione di un potere rappresentativo a lui conferito.
Cassazione civile, sez. II, 28 giugno 1979, n. 3634

Il potere rappresentativo conferito dal condominio ad altro soggetto per la partecipazione all'assemblea condominiale, può essere attribuito anche verbalmente, e la prova dell'esistenza, dell'oggetto e dei limiti del mandato, può essere acquisita con ogni mezzo. Pertanto, non è richiesta la forma scritta per la rappresentanza di un condomino nell'assemblea nel caso in cui questa abbia per oggetto l'approvazione delle tabelle millesimali, in quanto tale approvazione quale atto di mera natura valutativa del patrimonio ai limitati effetti della distribuzione del carico delle spese condominiali, nonché della misura del diritto di partecipazione alla formazione della volontà assembleare del condominio, non è idonea ad incidere sulla consistenza dei diritti reali a ciascuno spettanti.
Cassazione civile, sez. II, 28 giugno 1979, n. 3634

L'accertamento della sussistenza della completezza o meno dell'ordine del giorno di un'assemblea condominiale è demandato all'apprezzamento del giudice del merito, insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato.
Cassazione civile, sez. II, 27 giugno 1978, n. 3169


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