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Circolare ministeriale

Attività > Fisco e professioni

CIRCOLARE N. 28/E
Direzione Centrale
Normativa e Contenzioso
______________

Roma, 04 agosto 2006
OGGETTO
: Decreto –legge n. 223 del 4 luglio 2006 – Primi chiarimenti

7 OBBLIGHI CONTABILI ESERCENTI ARTI E PROFESSIONI (ART.
35, COMMA 12 E 12-
BIS)
L’articolo 35, comma 12, del decreto introduce modifiche all’articolo 19
del decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, n. 600,
riguardante le scritture contabili degli esercenti arti e professioni.
Più precisamente, come chiarito anche dalla relazione di
accompagnamento al citato
decreto, le nuove regole impongono i seguenti
obblighi contabili:
• i contribuenti esercenti arti e professioni devono tenere uno o più conti
correnti bancari o postali utilizzati per la gestione dell’attività
professionale. Tali conti devono essere utilizzati per compiere
prelevamenti per il pagamento delle spese sostenute e per far affluire
obbligatoriamente i compensi riscossi nell’esercizio della funzione
professionale (nuovo comma 3 dell’articolo 19 del DPR n. 600 del
1973);
• i compensi devono essere riscossi solo mediante strumenti finanziari
tracciabili e non in contanti, fatta eccezione per somme unitarie inferiori
a 100 euro (nuovo comma 4 dell’articolo 19 del DPR n. 600. del 1973).
In merito al limite dei 100 euro, si segnala che, il comma 12-
bis,
dell’articolo 35 in commento, inserito dal Senato in sede di conversione del
provvedimento, prevede che detto limite si applichi solo a partire dal 1° luglio
2008.
Dall’entrata in vigore della legge di conversione del
decreto e sino al 30
giugno 2007 il limite al di sotto del quale i compensi possono essere incassati in
contanti è fissato in 1000 euro.
Per il periodo compreso tra il 1° luglio 2007 e il 30 giugno 2008, infine,
il limite è stabilito in 500 euro.
Alla luce delle modifiche apportate dalla legge di conversione del
decreto, è da ritenere che l’obbligo di riscuotere i compensi in argomento
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mediante strumenti finanziari “tracciabili”, nei limiti appena richiamati, decorre
dalla data di entrata in vigore della predetta legge di conversione.
Per quanto riguarda l’ambito oggettivo di applicazione della disposizione
in commento, si fa presente che gli strumenti finanziari utilizzabili per la
riscossione dei compensi conseguiti nell’esercizio dell’attività professionale sono
quelli appositamente individuati dall’articolo 35, comma 12, ovvero:
gli assegni non trasferibili;
i bonifici;
le altre modalità di pagamento bancario o postale;
i sistemi di pagamento elettronico.
Per quanto attiene, invece, all’ambito soggettivo di applicazione della
norma, si fa presente che i soggetti obbligati a tenere uno o più conti bancari o
postali sono quelli di cui al primo comma dell’articolo 19 del DPR n. 600 del
1973, ovvero
“Le persone fisiche che esercitano arti e professioni e le società o
associazioni fra artisti e professionisti, di cui alle lettere e) ed f) dell’art. 13…” .
L’articolo 13 del DPR n. 600 del 1973 fa riferimento alle persone fisiche
che esercitano arti e professioni, ai sensi dell’articolo 53, commi primo e secondo
del TUIR, e alle società o associazioni fra artisti e professionisti di cui
all’articolo 5, lettera
c), del TUIR.
I conti correnti bancari o postali, da tenere obbligatoriamente sia per il
prelievo di somme finalizzate al pagamento delle spese sostenute sia per il
versamento dei compensi riscossi, non necessariamente devono essere “dedicati”
esclusivamente all’attività professionale, ma possono eventualmente essere
utilizzati anche per operazioni non afferenti l’esercizio dell’arte o della
professione.
Né la eventuale annotazione nei conti di operazioni riconducibili nella
sfera familiare o extra – professionale è di ostacolo alla corretta applicazione
della norma di cui all’articolo 32, primo comma, n. 2), del DPR n. 600 del 1973,
secondo cui anche i “prelevamenti” dai predetti conti sono presi a base della
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rettifica come “compensi” qualora il contribuente non dimostri che gli stessi non
hanno rilevanza ai fini della determinazione del reddito.
Invero, i contribuenti interessati possono ritenersi sollevati dall’onere di
fornire la predetta dimostrazione in relazione a prelievi che, avuto riguardo
all’entità del relativo importo ed alle normali esigenze personali o familiari,
possono essere ragionevolmente ricondotte nella gestione extra – professionale.


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