Studio Legale Ranchetti


Vai ai contenuti

Menu principale:


Clausole vessatorie

Attività > Tutela consumatori > Legislazione

LE CLAUSOLE VESSATORIE
NEI CONFRONTI DEI CONSUMATORI

(Codice Civile articoli 1469bis e seguenti)


La legge n. 52/1996, in attuazione di una Direttiva CE, introducendo gli articoli 1469 bis e seguenti nel Codice Civile italiano, ha annullato le clausole vessatorie per i consumatori nei soliti contratti prestampati.
Sono considerate vessatorie le clausole che, "malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto".
La legge stabilisce che sono "inefficaci", cioè è come se non ci fossero nel contratto, che per il resto rimane valido.
Inoltre, le associazioni dei consumatori possono ricorrere al giudice per far cancellare dai contratti prestampati le clausole vessatorie, onde evitare continui abusi nei confronti dei singoli consumatori; la stessa facoltà è riservata alle Camere di Commercio e alle associazioni degli operatori economici.
E' importante ricordare che non sono considerate vessatorie le clausole che siano state oggetto di trattativa individuale.
Le norme, che valgono soltanto per i contratti firmati dal privato consumatore "che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta", prevedono poi alcuni tipi di clausole "che si presumono vessatorie fino a prova contraria". In sostanza, è facilitato il diritto del consumatore e il potere del giudice di dichiararle inefficaci, anche se sottoscritte.
Ecco alcuni esempi.
• Inadempimenti. Nei contratti che riguardano la vendita di merci, l'organizzazione di corsi, la spedizione di fascicoli periodici, eccetera, una clausola esclude solitamente la possibilità di recesso del consumatore per tardiva spedizione della merce, per lo spostamento dell'inizio (o della sede) del corso o della pubblicazione dei fascicoli, eccetera.
• Caparra.La solita clausola stabilisce che l'acconto versato dal consumatore sarà incamerato dalla controparte in caso di ripensamento o inadempienza, mentre il consumatore non ha diritto ad analoga somma in caso di ripensamento o inadempienza della controparte.
• Penale. E' considerata inefficace anche la clausola che prevede una penale "d'importo manifestamente eccessivo" se il consumatore ci ripensa, non adempie l'obbligazione o la ritarda.
• Recesso. Quasi tutti i contratti-capestro e quelli dei raggiratori sono "irrevocabili", mentre la controparte si riserva di recedere. Deve esserci la "par condicio", altrimenti la clausola di irrevocabilità è inefficace. E' ugualmente inefficace se l'irrevocabilità per il consumatore è accompagnata dalla riserva della controparte di subordinare l'esecuzione della prestazione a una condizione che dipende unicamente dalla sua volontà.
• Preavviso. Il contratto si rinnova automaticamente alla scadenza se il consumatore non invia disdetta tre o sei mesi prima: la legge stabilisce che l'eccessiva anticipazione della disdetta è vessatoria.
• Regolamento ignoto. Il consumatore si iscrive a un "circolo del libro" obbligandosi a comprare periodicamente libri e a riconoscere le condizioni di un regolamento o statuto che non gli viene fornito.
• Modificazioni contrattuali. Nei contratti di acquisto di enciclopedie e altre opere a fascicoli periodici la controparte si riserva di modificare il piano editoriale: la clausola deve esplicitare un giustificato motivo, altrimenti è vessatoria.
• Prezzo. Nel contratto di acquisto di un'auto o qualsiasi altro bene il prezzo è determinato al momento della consegna: ciò consente alla controparte di ritardarne la consegna per lucrare un imminente aumento di listino di cui è a conoscenza. Oppure, un'altra clausola impedisce al consumatore di recedere se il prezzo diventa eccessivamente elevato rispetto a quello convenuto.
• Responsabilità degli agenti. Pure inefficace è la clausola che non riconosce la validità delle obbligazioni o varianti aggiunte al contratto dagli agenti o procacciatori della controparte.
• Prodotto difettoso. Un'altra clausola, sempre considerata vessatoria, non ammette la contestazione del consumatore per un prodotto eventualmente difettoso o un servizio carente o insufficiente.
• Foro competente. Deve essere quello di residenza (o domicilio elettivo) del consumatore, per le eventuali controversie legali.



Clausole vessatorie

Art. 1469 bis. Clausole vessatorie nel contratto tra professionista e consumatore.
[1] Nel contratto concluso tra il consumatore e il professionista, che ha per oggetto la cessione di beni o la prestazione di servizi, si considerano vessatorie le clausole che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.
[2] In relazione al contratto di cui al primo comma, il consumatore è la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta. Il professionista è la persona fisica o giuridica, pubblica o privata, che, nel quadro della sua attività imprenditoriale o professionale, utilizza il contratto di cui al primo comma.
[3] Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto o per effetto di:
1) escludere o limitare la responsabilità del professionista in caso di morte o danno alla persona del consumatore, risultante da un fatto o da un'omissione del professionista;
2) escludere o limitare le azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista o di un'altra parte in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento inesatto da parte del professionista;
3) escludere o limitare l'opponibilità da parte del consumatore della compensazione di un debito nei confronti del professionista con un credito vantato nei confronti di quest'ultimo;
4) prevedere un impegno definitivo del consumatore mentre l'esecuzione della prestazione del professionista è subordinata ad una condizione il cui adempimento dipende unicamente dalla sua volontà;
5) consentire al professionista di trattenere una somma di denaro versata dal consumatore se quest'ultimo non conclude il contratto o ne recede, senza prevedere il diritto del consumatore di esigere dal professionista il doppio della somma corrisposta se è quest'ultimo a non concludere il contratto oppure a recedere;
6) imporre al consumatore, in caso di inadempimento o di ritardo nell'adempimento, il pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento, clausola penale o altro titolo equivalente d'importo manifestamente eccessivo;
7) riconoscere al solo professionista e non anche al consumatore la facoltà di recedere dal contratto, nonché consentire al professionista di trattenere anche solo in parte la somma versata dal consumatore a titolo di corrispettivo per prestazioni non ancora adempiute, quando sia il professionista a recedere dal contratto;
8) consentire al professionista di recedere da contratti a tempo indeterminato senza un ragionevole preavviso, tranne nel caso di giusta causa;
9) stabilire un termine eccessivamente anticipato rispetto alla scadenza del contratto per comunicare la disdetta al fine di evitare la tacita proroga o rinnovazione;
10) prevedere l'estensione dell'adesione del consumatore a clausole che non ha avuto la possibilità di conoscere prima della conclusione del contratto;
11) consentire al professionista di modificare unilateralmente le clausole del contratto, ovvero le caratteristiche del prodotto o del servizio da fornire, senza un giustificato motivo indicato nel contratto stesso;
12) stabilire che il prezzo di beni o dei servizi sia determinato al momento della consegna o della prestazione;
13) consentire al professionista di aumentare il prezzo del bene o del servizio senza che il consumatore possa recedere se il prezzo finale è eccessivamente elevato rispetto a quello originariamente convenuto;
14) riservare al professionista il potere di accertare la conformità del bene venduto o del servizio prestato a quello previsto nel contratto o conferirgli il diritto esclusivo d'interpretare una clausola qualsiasi del contratto;
15) limitare la responsabilità del professionista rispetto alle obbligazioni derivanti dai contratti stipulati in suo nome dai mandatari o subordinare l'adempimento delle suddette obbligazioni al rispetto di particolari formalità;
16) limitare o escludere l'opponibilità dell'eccezione d'inadempimento da parte del consumatore;
17) consentire al professionista di sostituire a sé un terzo nei rapporti derivanti dal contratto, anche nel caso di preventivo consenso del consumatore, qualora risulti diminuita la tutela dei diritti di quest'ultimo;
18) sancire a carico del consumatore decadenze, limitazioni della facoltà di opporre eccezioni, deroghe alla competenza dell'autorità giudiziaria, limitazioni all'allegazioni e di prove, inversioni o modificazioni dell'onere della prova, restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti con i terzi;
19) stabilire come sede del foro competente sulle controversie località diversa da quella di residenza o domicilio elettivo del consumatore;
20) prevedere l'alienazione di un diritto o l'assunzione di un obbligo come subordinato ad una condizione sospensiva dipendente dalla mera volontà del professionista a fronte di un'obbligazione immediatamente efficace del consumatore. È fatto salvo il disposto dell'art. 1355.
[4] Se il contratto ha ad oggetto la prestazione di servizi finanziari a tempo indeterminato il professionista può, in deroga ai numeri 8) e 11) del terzo comma:
1) recedere, qualora vi sia un giustificato motivo, senza preavviso, dandone immediata comunicazione al consumatore;
2) modificare, qualora sussista un giustificato motivo, le condizioni del contratto, preavvisando entro un congruo termine il consumatore, che ha diritto di recedere dal contratto.
[5] Se il contratto ha per oggetto la prestazione di servizi finanziari il professionista può modificare, senza preavviso, sempreché vi sia un giustificato motivo in deroga ai numeri 12) e 13) del terzo comma, il tasso di interesse o l'importo di qualunque altro onere relativo alla prestazione finanziaria originariamente convenuti, dandone immediata comunicazione al consumatore che ha diritto di recedere dal contratto.
[6] I numeri 8), 11), 12) e 13) del terzo comma non si applicano ai contratti aventi ad oggetto valori mobiliari, strumenti finanziari ed altri prodotti o servizi il cui prezzo è collegato alle fluttuazioni di un corso e di un indice di borsa o di un tasso di mercato finanziario non controllato dal professionista, nonché la compravendita di valuta estera, di assegni di viaggio o di vaglia postali internazionali emessi in valuta estera.
[7] I numeri 12) e 13) del terzo comma non si applicano alle clausole di indicizzazione dei prezzi, ove consentite dalla legge, a condizione che le modalità di variazione siano espressamente descritte.
Art. 1469 ter. Accertamento della vessatorietà delle clausole.
[1] La vessatorietà di una clausola è valutata tenendo conto della natura del bene o del servizio oggetto del contratto e facendo riferimento alle circostanze esistenti al momento della sua conclusione ed alle altre clausole del contratto medesimo o di un altro collegato o da cui dipende.
[2] La valutazione del carattere vessatorio della clausola non attiene alla determinazione dell'oggetto del contratto, né all'adeguatezza del corrispettivo dei beni e dei servizi, purché tali elementi siano individuati in modo chiaro e comprensibile.
[3] Non sono vessatorie la clausole che riproducono disposizioni di legge ovvero che siano riproduttive di disposizioni o attuative di princìpi contenuti in convenzioni internazionali delle quali siano parti contraenti tutti gli Stati membri dell'Unione europea o l'Unione europea.
[4] Non sono vessatorie le clausole o gli elementi di clausola che siano stati oggetto di trattativa individuale.
[5] Nel contratto concluso mediante sottoscrizione di moduli o formulari predisposti per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti contrattuali, incombe sul professionista l'onere di provare che le clausole, o gli elementi della clausola, malgrado siano dal medesimo unilateralmente predisposti, siano stai oggetto di specifica trattativa con il consumatore.
Art. 1469 quater. Forma e interpretazione.
[1] Nel caso di contratti di cui tutte le clausole o talune clausole siano proposte al consumatore per iscritto, tali clausole devono sempre essere redatte in modo chiaro e comprensibile.
[2] In caso di dubbio sul senso di una clausola, prevale l'interpretazione più favorevole al consumatore.
Art. 1469 quinquies. Inefficacia.
[1] Le clausole considerate vessatorie ai sensi degli articoli 1469-bis e 1469-ter sono inefficaci mentre il contratto rimane efficace per il resto.
[2] Sono inefficaci le clausole che, quantunque oggetto di trattativa, abbiano per oggetto o per effetto di:
1) escludere o limitare la responsabilità del professionista in caso di morte o danno alla persona del consumatore, risultante da un fatto o da un'omissione del professionista;
2) escludere o limitare le azioni del consumatore nei confronti del professionista o di un'altra parte in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento inesatto da parte del professionista;
3) prevedere l'adesione del consumatore come estesa a clausole che non ha avuto, di fatto, la possibilità di conoscere prima della conclusione del contratto.
[3] L'inefficacia opera soltanto a vantaggio del consumatore e può essere rilevata d'ufficio dal giudice.
[4] Il venditore ha diritto di regresso nei confronti del fornitore per i danni che ha subìto in conseguenza della declaratoria d'inefficacia delle clausole dichiarate abusive.
[5] È inefficace ogni clausola contrattuale che, prevedendo l'applicabilità al contratto di una legislazione di un Paese extracomunitario, abbia l'effetto di privare il consumatore della protezione assicurata dal presente articolo, laddove il contratto presenti un collegamento più stretto con il territorio di uno Stato membro dell'Unione europea.
Art. 1469 sexies. Azione inibitoria.
[1] Le associazioni rappresentative dei consumatori e dei professionisti e le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, possono convenire in giudizio il professionista o l'associazione di professionisti che utilizzano condizioni generali di contratto e richiedere al giudice competente che inibisca l'uso delle condizioni di cui sia accertata l'abusività ai sensi del presente capo.
[2] L'inibitoria può essere concessa, quando ricorrono giusti motivi di urgenza, ai sensi degli articoli 669-bis e seguenti del codice di procedura civile.
[3] Il giudice può ordinare che il provvedimento sia pubblicato in uno o più giornali, di cui uno almeno a diffusione nazionale.

Home Page | Lo studio | Attività | Gratuito Patrocinio | Contatti | Camera arbitrale | Mappa del sito


Studio Legale avv. Federico Ranchetti - Corso Umberto I n. 365 - 80138 NAPOLI - Telefax 081 285860 - 081 19566515 - studiolegale@ranchetti.it | studiolegale@ranchetti.it

Torna ai contenuti | Torna al menu