Studio Legale Ranchetti


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Legislazione

Camera arbitrale

Gazzetta Ufficiale N. 38 del 15 Febbraio 2006
DECRETO LEGISLATIVO 2 febbraio 2006, n.40
Modifiche al codice di procedura civile in materia di processo di cassazione in funzione nomofilattica e di arbitrato, a normadell'articolo 1, comma 2, della legge 14 maggio 2005, n. 80.
Capo I
Modificazioni al codice di procedura civile in materia di processo di cassazione in funzione nomofilattica

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;Visto l'articolo 1, comma 2, della legge 14 maggio 2005, n. 80, diconversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 marzo2005, n. 35, concernente delega al Governo per l'emanazione di undecreto legislativo recante modificazioni al codice di proceduracivile, di cui al regio decreto 28 ottobre 1940, n. 1443, in materiadi giudizio in cassazione e di arbitrato;Visti il regio decreto 28 ottobre 1940, n. 1443, recanteapprovazione del codice di procedura civile, ed il regio decreto18 dicembre 1941, n. 1368, recante disposizioni per l'attuazione delcodicice di procedura civile e disposizioni transitorie;Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,adottata nella riunione del 15 luglio 2005;Acquisito il parere dell'Assemblea generale della Corte suprema dicassazione, a norma del citato articolo 1, comma 2, della legge n. 80del 2005, reso in data 21 luglio 2005;Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera deideputati e del Senato della Repubblica resi, rispettivamente, in data22 novembre 2005 ed in data 8 novembre 2005;Ritenuto di accogliere tutte le condizioni formulate dallaCommisione giustizia della Camera dei deputati ed esaminate leosservazioni formulate da tale medesima Commissione, nonche' dallaCommissione giustizia del Senato della Repubblica;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 22 dicembre 2005;Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e delMinistro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia edelle finanze;E m a n ail seguente decreto legislativo:
Art. 1.Modifiche all'articolo 3391. Il terzo comma dell'articolo 339 del codice di procedura civilee' sostituito dal seguente:«Le sentenze del giudice di pace pronunciate secondo equita' anorma dell'articolo 113, secondo comma, sono appellabiliesclusivamente per violazione delle norme sul procedimento, perviolazione di norme costituzionali o comunitarie ovvero dei principiregolatori della materia.».:Il testo delle note qui pubblicato e' stato redattodall'amministrazione competente per materia, ai sensidell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delledisposizioni sulla promulgazione delle leggi,sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblicae sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solofine di facilitare la lettura delle disposizioni di leggemodificate o alle quali e' operato il rinvio. Restanoinvariati il valore e l'efficacia degli atti legislativiqui trascritti.Note alle premesse:- L'art. 76 della Costituzione regola la delega alGoverno dell'esercizio della funzione legislativa estabilisce che essa non puo' avvenire se non condeterminazione di principi e criteri direttivi e soltantoper tempo limitato e per oggetti definiti.- L'art. 87, comma quinto, della Costituzioneconferisce al Presidente della Repubblica il potere dipromulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore dilegge ed i regolamenti.- Si riporta il testo del comma 2 dell'art. 1 dellalegge 14 maggio 2005, n. 80, (Conversione in legge, conmodificazioni, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35,recante disposizioni urgenti nell'ambito del Piano diazione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale.Deleghe al Governo per la modifica del codice di proceduracivile in materia di processo di cassazione e di arbitratononche' per la riforma organica della disciplina delleprocedure concorsuali):«2. Il Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesidalla data di entrata in vigore della presente legge, undecreto legislativo recante modificazioni al codice diprocedura civile. Il decreto, nel rispetto ed in coerenzacon la normativa comunitaria e in conformita' ai principied ai criteri direttivi previsti dal comma 3, provvede arealizzare il necessario coordinamento con le altredisposizioni vigenti ed e' adottato su proposta delPresidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dellagiustizia, di concerto con il Ministro dell'economia edelle finanze, nonche' sottoposto al parere dell'Assembleagenerale della Corte suprema di cassazione ai sensidell'art. 93 dell'ordinamento giudiziario di cui al regiodecreto 30 gennaio 1941, n. 12. Il parere e' reso entrotrenta giorni dalla data di trasmissione; decorso taletermine, il decreto e' emanato anche in mancanza delparere. Lo schema di decreto e' successivamente trasmessoal Parlamento, perche' sia espresso il parere dellecompetenti Commissioni parlamentari entro il termine disessanta giorni dalla data della trasmissione; decorso taletermine, e' emanato anche in mancanza del parere. Qualoradetto termine venga a scadere nei trenta giorni antecedentiallo spirare del termine previsto dal primo periodo osuccessivamente, la scadenza di quest'ultimo e' prorogatadi centoventi giorni. Entro un anno dalla data di entratain vigore del decreto legislativo, il Governo puo' emanaredisposizioni correttive e integrative nel rispetto deiprincipi e dei criteri direttivi di cui al comma 3 e con laprocedura di cui al presente comma.».- Il regio decreto 28 ottobre 1940, n. 1443 reca:«Approvazione del codice di procedura civile».- Il regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368 reca:«Disposizioni per l'attuazione del codice di proceduracivile e disposizioni transi-torie».Nota all'art. 1:- Si riporta il testo dell'art. 339 del codice diprocedura civile come modificato dal decreto legislativoqui pubblicato:«Art. 339 (Appellabilita' delle sentenze). - Possonoessere impugnate con appello le sentenze pronunciate inprimo grado, purche' l'appello non sia escluso dalla leggeo dall'accordo delle parti a norma dell'art. 360, secondocomma.E' inappellabile la sentenza che il giudice hapronunciato secondo equita' a norma dell'art. 114.Le sentenze del giudice di pace pronunciate secondoequita' a norma dell'art. 113, secondo comma, sonoappellabili esclusivamente per violazione delle norme sulprocedimento, per violazione di norme costituzionali ocomunitarie ovvero dei principi regolatori della materia.».
Art. 2.Modifiche all'articolo 3601. L'articolo 360 del codice di procedura civile e' sostituito dalseguente:«Art. 360 (Sentenze impugnabili e motivi di ricorso). - Le sentenzepronunciate in grado d'appello o in unico grado possono essereimpugnate con ricorso per cassazione:1) per motivi attinenti alla giurisdizione;2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non e'prescritto il regolamento di competenza;3) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e deicontratti e accordi collettivi nazionali di lavoro;4) per nullita' della sentenza o del procedimento;5) per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circaun fatto controverso e decisivo per il giudizio.Puo' inoltre essere impugnata con ricorso per cassazione unasentenza appellabile del tribunale, se le parti sono d'accordo peromettere l'appello; ma in tale caso l'impugnazione puo' proporsisoltanto a norma del primo comma, n. 3.Non sono immediatamente impugnabili con ricorso per cassazione lesentenze che decidono di questioni insorte senza definire, neppureparzialmente, il giudizio. Il ricorso per cassazione avverso talisentenze puo' essere proposto, senza necessita' di riserva, allorche'sia impugnata la sentenza che definisce, anche parzialmente, ilgiudizio.Le disposizioni di cui al primo comma e terzo comma si applicanoalle sentenze ed ai provvedimenti diversi dalla sentenza contro iquali e' ammesso il ricorso per cassazione per violazione di legge.».
Art. 3.Modifiche all'articolo 3611. Il primo comma dell'articolo 361 del codice di procedura civilee' sostituito dal seguente:«Contro le sentenze previste dall'articolo 278 e contro quelle chedecidono una o alcune delle domande senza definire l'intero giudizio,il ricorso per cassazione puo' essere differito, qualora la partesoccombente ne faccia riserva, a pena di decadenza, entro il termineper la proposizione del ricorso, e in ogni caso non oltre la primaudienza successiva alla comunicazione della sentenza stessa.».
Nota all'art. 3:- Si riporta il testo dell'art. 361 del codice diprocedura civile come modificato dal decreto legislativoqui pubblicato:«Art. 361 (Riserva facoltativa di ricorso controsentenze non definitive). - Contro le sentenze previstedall'art. 278 e contro quelle che decidono una o alcunedelle domande senza definire l'intero giudizio, il ricorsoper cassazione puo' essere differito, qualora la partesoccombente ne faccia riserva, a pena di decadenza, entroil termine per la proposizione del ricorso, e in ogni casonon oltre la prima udienza successiva alla comunicazionedella sentenza stessa.Qualora sia stata fatta la riserva di cui al precedentecomma, il ricorso deve essere proposto unitamente a quellocontro la sentenza che definisce il giudizio, o con quelloche venga proposto, dalla stessa o da altra parte, controaltra sentenza successiva che non definisca il giudizio.La riserva non puo' farsi, e se gia' fatta rimane privadi effetto, quando contro la stessa sentenza da alcunadelle altre parti sia proposto immediatamente ricorso.».
Art. 4.Modifiche all'articolo 363 del codice di procedura civile1. L'articolo 363 del codice di procedura civile e' sostituito dalseguente:«Art. 363 (Principio di diritto nell'interesse della legge). -Quando le parti non hanno proposto ricorso nei termini di legge o vihanno rinunciato, ovvero quando il provvedimento non e' ricorribilein cassazione e non e' altrimenti impugnabile, il Procuratoregenerale presso la Corte di cassazione puo' chiedere che la Corteenunci nell'interesse della legge il principio di diritto al quale ilgiudice di merito avrebbe dovuto attenersi.La richiesta del procuratore generale, contenente una sinteticaesposizione del fatto e delle ragioni di diritto poste a fondamentodell'istanza, e' rivolta al primo presidente, il quale puo' disporreche la Corte si pronunci a sezioni unite se ritiene che la questionee' di particolare importanza.Il principio di diritto puo' essere pronunciato dalla Corte anched'ufficio, quando il ricorso proposto dalle parti e' dichiaratoinammissibile, se la Corte ritiene che la questione decisa e' diparticolare importanza.La pronuncia della Corte non ha effetto sul provvedimento delgiudice di merito.».
Art. 5.Modifiche all'articolo 3661. L'articolo 366 del codice di procedura civile e' sostituito dalseguente:«Art. 366 (Contenuto del ricorso). - Il ricorso deve contenere, apena di inammissibilita':1) l'indicazione delle parti;2) l'indicazione della sentenza o decisione impugnata;3) l'esposizione sommaria dei fatti della causa;4) i motivi per i quali si chiede la cassazione, conl'indicazione delle norme di diritto su cui si fondano, secondoquanto previsto dall'articolo 366-bis;5) l'indicazione della procura, se conferita con atto separato e,nel caso di ammissione al gratuito patro-cinio, del relativo decreto.6) la specifica indicazione degli atti processuali, dei documentie dei contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda.Se il ricorrente non ha eletto domicilio in Roma, le notificazionigli sono fatte presso la cancelleria della Corte di cassazione.Nel caso previsto nell'articolo 360, secondo comma, l'accordo delleparti deve risultare mediante visto apposto sul ricorso dalle altreparti o dai loro difensori muniti di procura speciale, oppuremediante atto separato, anche anteriore alla sentenza impugnata, daunirsi al ricorso stesso.Le comunicazioni della cancelleria e le notificazioni tra idifensori di cui agli articoli 372 e 390 possono essere fatte alnumero di fax o all'indirizzo di posta elettronica indicato inricorso dal difensore che cosi' dichiara di volerle ricevere, nelrispetto della normativa, anche regolamentare, vigente. Si applicanole disposizioni richiamate dal secondo comma dell'articolo 176.».
Art. 6.Articolo 366-bis1. Dopo l'articolo 366 del codice di procedura civile e' inseritoil seguente:«Art. 366-bis (Formulazione dei motivi). - Nei casi previstidall'articolo 360, primo comma, numeri 1), 2), 3) e 4),l'illustrazione di ciascun motivo si deve concludere, a pena diinammissibilita', con la formulazione di un quesito di diritto. Nelcaso previsto dall'articolo 360, primo comma, n. 5), l'illustrazionedi ciascun motivo deve contenere, a pena di inammissibilita', lachiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale lamotivazione si assume omessa o contraddittoria, ovvero le ragioni perle quali la dedotta insufficienza della motivazione la rende inidoneaa giustificare la decisione.».
Art. 7.Modifiche all'articolo 3691. Il numero 4 del secondo comma dell'articolo 369 del codice diprocedura civile e' sostituito dal seguente:«4. Gli atti processuali, i documenti, i contratti o accordicollettivi sui quali il ricorso si fonda.».all'art. 7:- Si riporta il testo dell'art. 369 del codice diprocedura civile come modificato dal decreto legislativoqui pubblicato:«Art. 369 (Deposito del ricorso). - Il ricorso deveessere depositato nella cancelleria della Corte, a pena diimprocedibilita', nel termine di giorni venti dall'ultimanotificazione alle parti contro le quali e' proposto.Insieme col ricorso debbono essere depositati, sempre apena di improcedibilita':1) il decreto di concessione del gratuito patrocinio;2) copia autentica della sentenza o della decisioneimpugnata con la relazione di notificazione, se questa e'avvenuta, tranne che nei casi di cui ai duearticoli precedenti; oppure copia autentica deiprovvedimenti dai quali risulta il conflitto nei casi dicui ai nn. 1 e 2 dell'art. 362;3) la procura speciale, se questa e' conferita conatto separato;4) gli atti processuali, i documenti, i contratti oaccordi collettivi sui quali il ricorso si fonda.Il ricorrente deve chiedere alla cancelleria delgiudice che ha pronunciato la sentenza impugnata o delquale si contesta la giurisdizione la trasmissione allacancelleria della Corte di cassazione del fascicolod'ufficio; tale richiesta e' restituita dalla cancelleriaal richiedente munita di visto, e deve essere depositatainsieme col ricorso.».
Art. 8.Modifiche all'articolo 3741. L'articolo 374 del codice di procedura civile e' sostituito dalseguente:«Art. 374 (Pronuncia a sezioni unite). - La Corte pronuncia asezioni unite nei casi previsti nel n. 1) dell'articolo 360 enell'articolo 362. Tuttavia, tranne che nei casi di impugnazionedelle decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti, ilricorso puo' essere assegnato alle sezioni semplici, se sullaquestione di giurisdizione proposta si sono gia' pronunciate lesezioni unite.Inoltre il primo presidente puo' disporre che la Corte pronunci asezioni unite sui ricorsi che presentano una questione di dirittogia' decisa in senso difforme dalle sezioni semplici, e su quelli chepresentano una questione di massima di particolare importanza.Se la sezione semplice ritiene di non condividere il principio didiritto enunciato dalle sezioni unite, rimette a queste ultime, conordinanza motivata, la decisione del ricorso.In tutti gli altri casi la Corte pronuncia a sezione semplice.».
Art. 9.Modifiche all'articolo 3751. All'articolo 375 del codice di procedura civile sono apportatele seguenti modificazioni:a) i numeri 2), 3), 4) e 5) del primo comma sono sostituiti daiseguenti:«2) ordinare l'integrazione del contraddittorio o disporre chesia eseguita la notificazione dell'impugnazione a norma dell'articolo332 ovvero che sia rinnovata;3) provvedere in ordine all'estinzione del processo in ognicaso diverso dalla rinuncia;4) pronunciare sulle istanze di regolamento di competenza e digiurisdizione;5) accogliere o rigettare il ricorso principale e l'eventualericorso incidentale per manifesta fondatezza o infondatezza, ovverodichiararne l'inammissibilita' per mancanza dei motivi previstinell'articolo 360 o per difetto dei requisiti previsti dall'articolo366-bis.»;b) i commi secondo, terzo e quarto sono abrogati.
Nota all'art. 9:- Si riporta il testo dell'art. 375 del codice diprocedura civile come modificato dal decreto legislativoqui pubblicato:«Art. 375 (Pronuncia in camera di consiglio). - LaCorte, sia a sezioni unite che a sezione semplice,pronuncia con ordinanza in camera di consiglio quandoriconosce di dovere:1) dichiarare l'inammissibilita' del ricorsoprincipale e di quello incidentale eventualmente proposto;2) ordinare l'integrazione del contraddittorio odisporre che sia eseguita la notificazionedell'impugnazione a norma dell'art. 332 ovvero che siarinnovata;3) provvedere in ordine all'estinzione del processoin ogni caso diverso dalla rinuncia;4) pronunciare sulle istanze di regolamento dicompetenza e di giurisdizione;5) accogliere o rigettare il ricorso principale el'eventuale ricorso incidentale per manifesta fondatezza oinfondatezza, ovvero dichiararne l'inammissibilita' permancanza dei motivi previsti dall`art. 360 o per difettodei requisiti previsti dall'art. 366-bis.».
Art. 10.Articolo 380-bis1. Dopo l'articolo 380 del codice di procedura civile, e' inseritoil seguente:«Art. 380-bis (Procedimento per la decisione in camera diconsiglio). - Il relatore nominato ai sensi dell'articolo 377, se,ricorrendo le ipotesi previste dall'articolo 375, primo comma, numeri1), 2), 3) e 5), non ritiene che il ricorso sia deciso in udienza,deposita in cancelleria una relazione con la concisa esposizionedello svolgimento del processo e dei motivi in fatto e diritto inbase ai quali ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera diconsiglio.Il presidente fissa con decreto l'adunanza della Corte.Almeno venti giorni prima della data stabilita per l'adunanza ildecreto e la relazione sono comunicati al pubblico ministero enotificati agli avvocati delle parti, i quali hanno facolta' dipresentare, il primo, conclusioni scritte, ed i secondi, memorie, nonoltre cinque giorni prima e di chiedere di essere sentiti, secompaiono, nei casi previsti dall'articolo 375, primo comma, numeri1), 3) e 5).Nella seduta la Corte delibera sul ricorso con ordinanza.Se ritiene che non ricorrono le ipotesi previste all'articolo 375la Corte rinvia la causa alla pubblica udienza.».
Art. 11.Articolo 380-ter1. Dopo l'articolo 380-bis del codice di procedura civile, e'inserito il seguente:«Art. 380-ter (Procedimento per la decisione sulle istanze diregolamento di giurisdizione e di competenza). - Nei casi previstidall'articolo 375, primo comma, numero 4), il presidente, se nonprovvede ai sensi dell'articolo 380-bis, primo comma, richiede alpubblico ministero le sue conclusioni scritte.Le conclusioni ed il decreto del presidente che fissa l'adunanzasono notificati, almeno venti giorni prima, agli avvocati delleparti, che hanno facolta' di presentare memorie non oltre cinquegiorni prima e di chiedere di essere sentiti, se compaiono,limitatamente al regolamento di giurisdizione.Non si applica la disposizione del quinto comma dell'articolo380-bis.».
Art. 12.Modifiche all'articolo 3841. L'articolo 384 del codice di procedura civile e' sostituito dalseguente:«Art. 384 (Enunciazione del principio di diritto e decisione dellacausa nel merito). - La Corte enuncia il principio di diritto quandodecide il ricorso proposto anorma dell'articolo 360, primo comma, n.3), e in ogni altro caso in cui, decidendo su altri motivi delricorso, risolve una questione di diritto di particolare importanza.La Corte, quando accoglie il ricorso, cassa la sentenza rinviandola causa ad altro giudice, il quale deve uniformarsi al principio didiritto e comunque a quanto statuito dalla Corte, ovvero decide lacausa nel merito qualora non siano necessari ulteriori accertamentidi fatto.Se ritiene di porre a fondamento della sua decisione una questione.rilevata d'ufficio, la Corte riserva la decisione, assegnando conordinanza al pubblico ministero e alle parti un termine non inferiorea venti e non superiore a sessanta giorni dalla comunicazione per ildeposito in cancelleria di osservazioni sulla medesima questione.Non sono soggette a cassazione le sentenze erroneamente motivate indiritto, quando il dispositivo sia conforme al diritto; in tal casola Corte si limita a correggere la motivazione.».
Art. 13Modifiche all'articolo 3851. All'articolo 385 del codice di procedura civile e' aggiunto, infine, il seguente comma:«Quando pronuncia sulle spese, anche nelle ipotesi di cuiall'articolo 375, la Corte, anche d'ufficio, condanna, altresi', laparte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di unasomma, equitativamente determinata, non superiore al doppio deimassimi tariffari, se ritiene che essa ha proposto il ricorso o vi haresistito anche solo con colpa grave.».
Nota all'art. 13:- Si riporta il testo dell'art. 385 del codice diprocedura civile come modificato dal decreto legislativoqui pubblicato:«Art. 385 (Provvedimenti sulle spese). - La Corte, serigetta il ricorso, condanna il ricorrente alle spese.Se cassa senza rinvio o per violazione delle normesulla competenza, provvede sulle spese di tutti iprecedenti giudizi, liquidandole essa stessa o rimettendonela liquidazione al giudice che ha pronunciato la sentenzacassata.Se rinvia la causa ad altro giudice, puo' provvederesulle spese del giudizio di cassazione o rimetteme lapronuncia al giudice di rinvio.Quando pronuncia sulle spese, anche nelle ipotesi dicui all'art. 375, la Corte, anche d'ufficio, condanna,altresi', la parte soccombente al pagamento, a favore dellacontroparte, di una somma, equitativamente determinata, nonsuperiore al doppio dei massimi tariffari, se ritiene cheessa ha proposto il ricorso o vi ha resistito anche solocon colpa grave.».
Art. 14.Modifiche all'articolo 3881. L'articolo 388 del codice di procedura civile e' sostituito dalseguente:«Art. 388 (Trasmissione di copia del dispositivo al giudice dimerito). - Copia della sentenza e' trasmessa dal cancelliere dellaCorte a quello del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata,affinche' ne sia presa nota in margine all'originale di quest'ultima.La trasmissione puo' avvenire anche in via telematica.».
Art. 15.Modifiche all'articolo 3911. I primi tre commi dell'articolo 391 del codice di proceduracivile sono sostituiti dai seguenti:«Sulla rinuncia e nei casi di estinzione del processo disposta perlegge, la Corte provvede con sentenza quando deve decidere altriricorsi contro lo stesso provvedimento, altrimenti provvede ilpresidente con decreto.Il decreto o la sentenza che dichiara l'estinzione puo' condannarela parte che vi ha dato causa alle spese.Il decreto ha efficacia di titolo esecutivo se nessuna delle partichiede la fissazione dell'udienza nel termine di dieci giorni dallacomunicazione.».
Nota all'art. 15:- Si riporta il testo dell'art. 391 del codice diprocedura civile come modificato dal decreto legislativoqui pubblicato:«Art. 391 (Pronuncia sulla rinuncia). - Sulla rinunciae nei casi di estinzione del processo disposta per legge,la Corte provvede con sentenza quando deve decidere altriricorsi contro lo stesso provvedimento, altrimenti provvedeil presidente con decreto.Il decreto o la sentenza che dichiara l'estinzione puo'condannare la parte che vi ha dato causa alle spese.Il decreto ha efficacia di titolo esecutivo se nessunadelle parti chiede la fissazione dell'udienza nel terminedi dieci giorni dalla comunicazione.La condanna non e' pronunciata, se alla rinuncia hannoaderito le altre parti personalmente o i loro avvocatiautorizzati con mandato speciale.».
Art. 16.Modifiche all'articolo 391-bis1. All'articolo 391-bis del codice di procedura civile sonoapportate le seguenti modificazioni:a) al primo comma, dopo le parole: «Se la sentenza» sono inseritele seguenti: «o l'ordinanza pronunciata ai sensi dell'articolo 375,primo comma, numeri 4) e 5),»;b) il secondo comma e' sostituito dal seguente: «La Corte decidesul ricorso in camera di consiglio nell'osservanza delle disposizionidi cui all'articolo 380-bis.»;c) dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:«Sul ricorso per correzione dell'errore materiale pronuncia conordinanza. Sul ricorso per revocazione pronuncia con ordinanza se lodichiara inammissibile, altrimenti rinvia alla pubblica udienza.».
Nota all'art. 16:- Si riporta il testo dell'art. 391-bis del codice diprocedura civile come modificato dal decreto legislativoqui pubblicato:«Art. 391-bis (Correzione degli errori materiali erevocazione delle sentenze della Corte di cassazione). - Sela sentenza o l'ordinanza pronunciata ai sensi dell'art.375, primo comma, numeri 4) e 5), pronunciata dalla Cortedi cassazione e' affetta da errore materiale o di calcoloai sensi dell'art. 287 ovvero da errore di fatto ai sensidell'art. 395, numero 4), la parte interessata puo'chiederne la correzione o la revocazione con ricorso aisensi degli articoli 365 e seguenti da notificare entro iltermine perentorio di sessanta giorni dalla notificazionedella sentenza, ovvero di un anno dalla pubbli-cazionedella sentenza stessa.Corte decide sul ricorso in camera di consiglionell'osservanza delle disposizioni di cui all'art. 380-bis.Sul ricorso per correzione dell'errore materialepronuncia con ordinanza.Sul ricorso per revocazione pronuncia con ordinanza selo dichiara inammissibile, altrimenti rinvia alla pubblicaudienza.La pendenza del termine per la revocazione dellasentenza della Corte di cassazione non impedisce ilpassaggio in giudicato della sentenza impugnata con ricorsoper cassazione respinto.In caso di impugnazione per revocazione della sentenzadella Corte di cassazione non e' ammessa la sospensionedell'esecuzione della sentenza passata in giudicato, ne' e'sospeso il giudizio di rinvio o il termine perriassumerlo.».
Art. 17.Articolo 391-ter1. Dopo l'articolo 391-bis del codice di procedura civile e'inserito il seguente:«Art. 39l-ter (Altri casi di revocazione ed opposizione di terzo).- Il provvedimento con il quale la Corte ha deciso la causa nelmerito e', altresi', impugnabile per revocazione per i motivi di cuiai numeri 1, 2, 3 e 6 del primo comma dell'articolo 395 e peropposizione di terzo. I relativi ricorsi si propongono alla stessaCorte e debbono contenere gli elementi, rispettivamente, degliarticoli 398, commi secondo e terzo, e 405, comma secondo.Quando pronuncia la revocazione o accoglie l'opposizione di terzo,la Corte decide la causa nel merito qualora non siano necessariulteriori accertamenti di fatto; altrimenti, pronunciata larevocazione ovvero dichiarata ammissibile l'opposizione di terzo,rinvia la causa al giudice che ha pronunciato la sentenza cassata.».
Art. 18.Articolo 420-bis1. Dopo l'articolo 420 del codice di procedura civile e' inseritoil seguente:«Art. 420-bis (Accertamento pregiudiziale sull'efficacia, validita'ed interpretazione dei contratti e accordi collettivi). - Quando perla definizione di una controversia di cui all'articolo 409 e'necessario risolvere in via pregiudiziale una questione concernentel'efficacia, la validita' o l'interpretazione delle clausole di uncontratto o accordo collettivo nazionale, il giudice decide consentenza tale questione, impartendo distinti provvedimenti perl'ulteriore istruzione o, comunque, per la prosecuzione della causafissando una successiva udienza in data non anteriore a novantagiorni.La sentenza e' impugnabile soltanto con ricorso immediato percassazione da proporsi entro sessanta giorni dalla comunicazionedell'avviso di deposito della sentenza.Copia del ricorso per cassazione deve, a pena di inammissibilita'del ricorso, essere depositata presso la cancelleria del giudice cheha emesso la sentenza impugnata entro venti giorni dallanotificazione del ricorso alle altre parti; il processo e' sospesodalla data del deposito.».
Art. 19.Modifiche alle disposizioni per l'attuazione del codice di proceduracivile1. Al titolo III delle disposizioni di attuazione del codice diprocedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:a) all'articolo 133 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:«L'articolo 129, terzo comma, si applica altresi' se il processo siestingue dopo la pronuncia delle sentenze previste dall'articolo 360,terzo comma, del codice.»;b) dopo l'articolo 134 e' inserito il seguente:«Art. 134-bis (Residenza o sede delle parti). - All'atto deldeposito di ricorso, controricorso o memoria, i difensori dichiaranoil luogo di residenza o la sede della parte.»;c) l'articolo 138 e' abrogato;d) l'articolo 142 e' sostituito dal seguente:«Art. 142 (Ricorso di competenza delle sezioni unite e dellesezioni semplici). - Se nel ricorso sono contenuti motivi dicompetenza delle sezioni semplici insieme con motivi di competenzadelle sezioni unite, queste, se non ritengono opportuno deciderel'intero ricorso, dopo aver deciso i motivi di propria competenza,rimettono, con ordinanza, alla sezione semplice la causa per ladecisione, con separata sentenza, degli ulteriori motivi.Le sezioni unite possono disporre ai sensi del primo comma anchenel caso di rimessione ai sensi dell'articolo 374, terzo comma, delcodice.»;e) dopo l'articolo 146 e' inserito il seguente:«Art. 146-bis (Accertamento pregiudiziale sull'efficacia, validita'ed interpretazione dei contratti e accordi collettivi). - Nel caso dicui all'articolo 420-bis del codice si applica, in quantocompatibile, l'articolo 64, commi 4, 6, 7 e 8, del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165.»;f) il primo comma dell'articolo 151 e' sostituito dal seguente:«La riunione, ai sensi dell'articolo 274 del codice, deiprocedimenti relativi a controversie in materia di lavoro e diprevidenza e di assistenza e a controversie dinanzi al giudice dipace, connesse anche soltanto per identita' delle questioni dalla cuirisoluzione dipende, totalmente o parzialmente, la loro decisione,deve essere sempre disposta dal giudice, tranne nelle ipotesi cheessa renda troppo gravoso o comunque ritardi eccessivamente ilprocesso. In queste ipotesi la riunione, salvo gravi e motivateragioni, e', comunque, disposta tra le controversie che si trovanonella stessa fase processuale. Analogamente si provvede nel giudiziodi appello.»;g) dopo l'articolo 144-ter e' inserito il seguente:«Art. 144-quater (Restituzione del fascicolo d'ufficio e deifascicoli di parte). - Dopo la definizione del giudizio, il fascicolod'ufficio trasmesso ai sensi dell'articolo 369 del codice e gli attied i documenti depositati dalle parti e gia' prodotti nei precedentigradi del processo sono restituiti, decorsi novanta giorni daldeposito della decisione, alla cancelleria del giudice che hapronunciato la sentenza impugnata.».all'art. 19:- Si riporta il testo dell'art. 133 delle disposizionidi attuazione del codice di procedura civile comemodificato dal decreto legislativo qui pubblicato:«Art. 133 (Riserva di ricorso. Estinzione delprocesso). - La riserva di ricorso per Cassazione previstanell'art. 361 del codice deve essere fatta nei modistabiliti dall'art. 129, primo e secondo comma.Si applicano al ricorso per Cassazione le disposizionidell'art. 129, terzo comma.L'art. 129, terzo comma, si applica altresi' se ilprocesso si estingue dopo la pronuncia delle sentenzepreviste dall'art. 360, terzo comma, del codice.».- L'art. 138 delle disposizioni di attuazione delcodice di procedura civile, abrogato dal decretolegislativo qui pubblicato recava: «Procedimento in cameradi consiglio».- Si riporta il testo dell'art. 151 delle disposizionidi attuazione del codice di procedura civile, comemodificato dal decreto legislativo qui pubblicato:«Art. 151 (Riunione di procedimenti). - La riunione, aisensi dell'art. 274 del codice, dei procedimenti relativi acontroversie in materia di lavoro e di previdenza e diassistenza e a controversie dinanzi al giudice di pace,connesse anche soltanto per identita' delle questioni dallacui risoluzione dipende, totalmente o parzialmente, la lorodecisione, deve essere sempre disposta dal giudice, trannenelle ipotesi che essa renda troppo gravoso o comunqueritardi eccessivamente il processo. In queste ipotesi lariunione, salvo gravi e motivate ragioni, e', comunque,disposta tra le controversie che si trovano nella stessafase processuale. Analogamente si provvede nel giudizio diappello.Le competenze e gli onorari saranno ridotti inconsiderazione dell'unitaria trattazione delle controversieriunite.».IIModificazioni al codice di procedura civilein materia di arbitrato
Art. 20.Modifiche al capo I, titolo VIII, libro IV1. Al titolo VIII del libro IV del codice di procedura civile ilCapo I e' sostituito dal seguente:
«Capo Idella convenzione d'arbitrato
806 (Controversie arbitrabili). - Le parti possono far decidere daarbitri le controversie tra di loro insorte che non abbiano peroggetto diritti indisponibili, salvo espresso divieto di legge.Le controversie di cui all'articolo 409 possono essere decise daarbitri solo se previsto dalla legge o nei contratti o accordicollettivi di lavoro.807 (Compromesso). - Il compromesso deve, a pena di nullita',essere fatto per iscritto e determinare l'oggetto della controversia.La forma scritta s'intende rispettata anche quando la volonta'delle parti e' espressa per telegrafo, telescrivente, telefacsimile omessaggio telematico nel rispetto della normativa, ancheregolamentare, concernente la trasmissione e la ricezione deidocumenti teletrasmessi.808 (Clausola compromissoria). - Le parti, nel contratto chestipulano o in un atto separato, possono stabilire che lecontroversie nascenti dal contratto medesimo siano decise da arbitri,purche' si tratti di controversie che possono formare oggetto diconvenzione d'arbitrato La clausola compromissoria deve risultare daatto avente la forma richiesta per il compromesso dall'articolo 807.La validita' della clausola compromissoria deve essere valutata inmodo autonomo rispetto al contratto al quale si riferisce; tuttavia,il potere di stipulare il contratto comprende il potere di convenirela clausola compromissoria.808-bis (Convenzione di arbitrato in materia non contrattuale). -Le parti possono stabilire, con apposita convenzione, che sianodecise da arbitri le controversie future relative a uno o piurapporti non contrattuali determinati La convenzione deve risultareda atto avente la forma richiesta per il compromessodall'articolo 807.808-ter (Arbitrato irrituale). - Le parti possono, con disposizioneespressa per iscritto, stabilire che, in deroga a quanto dispostodall'articolo 824-bis, la controversia sia definita dagli arbitrimediante determinazione contrattuale. Altrimenti si applicano ledisposizioni del presente titolo.Il lodo contrattuale e' annullabile dal giudice competente secondole disposizioni del libro I:1) se la convenzione dell'arbitrato e' invalida, o gli arbitrihanno pronunciato su conclusioni che esorbitano dai suoi limiti e larelativa eccezione e' stata sollevata nel procedimento arbitrale;2) se gli arbitri non sono stati nominati con le forme e nei modistabiliti dalla convenzione arbitrale;3) se il lodo e' stato pronunciato da chi non poteva esserenominato arbitro a norma dell'articolo 812;4) se gli arbitri non si sono attenuti alle regole imposte dalleparti come condizione di validita' del lodo;5) se non e' stato osservato nel procedimento arbitrale ilprincipio del contraddittorio. Al lodo contrattuale non si applical'articolo 825.808-quater (Interpretazione della convenzione d'arbitrato). - Neldubbio, la convenzione d'arbitrato si interpreta nel senso che lacompetenza arbitrale si estende a tutte le controversie che derivanodal contratto o dal rapporto cui la convenzione si riferisce.808-quinquies (Efficacia della convenzione d'arbitrato). - Laconclusione del procedimento arbitrale senza pronuncia sul merito,non toglie efficacia alla convenzione d'arbitrato.».
Art. 21.Modifiche al capo II, titolo VIII, libro IV1. Al titolo VIII del libro IV del codice di procedura civile ilCapo II e' sostituito dal seguente:
«Capo IIdegli arbitri
809 (Numero degli arbitri). - Gli arbitri possono essere uno opiu', purche' in numero dispari.La convenzione d'arbitrato deve contenere la nomina degli arbitrioppure stabilire il numero di essi e il modo di nominarli.In caso d'indicazione di un numero pari di arbitri, un ulteriorearbitro, se le parti non hanno diversamente convenuto, e' nominatodal presidente del tribunale nei modi previsti dall'articolo 810. Semanca l'indicazione del numero degli arbitri e le parti non siaccordano al riguardo, gli arbitri sono tre e, in mancanza di nomina,se le parti non hanno diversamente convenuto, provvede il presidentedel tribunale nei modi previsti dall'articolo 810.810 (Nomina degli arbitri). - Quando a norma della convenzioned'arbitrato gli arbitri devono essere nominati dalle parti, ciascuna,di esse, con atto notificato per iscritto, rende noto all'altral'arbitro o gli arbitri che essa nomina, con invito a procedere alladesignazione dei propri. La parte, alla quale e' rivolto l'invito,deve notificare per iscritto, nei venti giorni successivi, legeneralita' dell'arbitro o degli arbitri da essa nominati.In mancanza, la parte che ha fatto l'invito puo' chiedere, mediantericorso, che la nomina sia fatta dal presidente del tribunale nel cuicircondario e' la sede dell'arbitrato. Se le parti non hanno ancoradeterminato la sede, il ricorso e' presentato al presidente deltribunale del luogo in cui e' stata stipulata la convenzione diarbitrato oppure, se tale luogo e' all'estero, al presidente deltribunale di Roma.Il presidente del tribunale competente provvede alla nominarichiestagli, se la convenzione d'arbitrato non e' manifestamenteinesistente o non prevede manifestamente un arbitrato estero.Le stesse disposizioni si applicano se la nomina di uno o piu'arbitri e' demandata dalla convenzione d'arbitrato all'autorita'giudiziaria o se, essendo demandata a un terzo, questi non vi haprovveduto.811 (Sostituzione di arbitri). - Quando per qualsiasi motivovengono a mancare tutti o alcuni degli arbitri nominati, si provvedealla loro sostituzione secondo quanto e' stabilito per la loro nominanella convenzione d'arbitrato. Se la parte a cui spetta o il terzonon vi provvede, o se la convenzione d'arbitrato nulla dispone alriguardo, si applicano le disposizioni dell'articolo precedente.812 (Incapacita' di essere arbitro). - Non puo' essere arbitro chie' privo, in tutto o in parte, della capacita' legale di agire.813 (Accettazione degli arbitri). - L'accettazione degli arbitrideve essere data per iscritto e puo' risultare dalla sottoscrizionedel compromesso o del verbale della prima riunione.Agli arbitri non compete la qualifica di pubblico ufficiale o diincaricato di un pubblico servizio.813-bis (Decadenza degli arbitri). - Se le parti non hannodiversamente convenuto, l'arbitro che omette, o ritarda di compiereun atto relativo alle sue funzioni, puo' essere sostituito d'accordotra le parti o dal terzo a cio' incaricato dalla convenzioned'arbitrato. In mancanza, decorso il termine di quindici giorni daapposita diffida comunicata per mezzo di lettera raccomandataall'arbitro per ottenere l'atto, ciascuna delle parti puo' proporrericorso al presidente del tribunale a norma dell'articolo 810,secondo comma. Il presidente, sentiti gli arbitri e le parti,provvede con ordinanza non impugnabile e, se accerta l'omissione o ilritardo, dichiara la decadenza dell'arbitro e provvede alla suasostituzione.813-ter (Responsabilita' degli arbitri). - Risponde dei dannicagionati alle parti l'arbitro che:1) con dolo o colpa grave ha omesso o ritardato atti dovuti ed e'stato percio' dichiarato decaduto, ovvero ha rinunciato all'incaricosenza giustificato motivo;2) con dolo o colpa grave ha omesso o impedito la pronuncia dellodo entro il termine fissato a norma degli articoli 820 o 826.Fuori dai precedenti casi, gli arbitri rispondono esclusivamenteper dolo o colpa grave entro i limiti previsti dall'articolo 2, commi2 e 3, della legge 13 aprile 1988, n. 117.L'azione di responsabilita' puo' essere proposta in pendenza delgiudizio arbitrale soltanto nel caso previsto dal primo comma, n. 1).Se e' stato pronunciato il lodo, l'azione di responsabilita' puo'essere proposta soltanto dopo l'accoglimento dell'impugnazione consentenza. passata in giudicato e per i motivi per cui l'impugnazionee' stata accolta.Se la responsabilita non dipende da dolo dell'arbitro, la misuradel risarcimento non puo' superare una somma pari al triplo delcompenso' convenuto o, in mancanza di determinazione convenzionale,pari al triplo del compenso previsto dalla tariffa applicabile.Nei casi di responsabilita' dell'arbitro il corrispettivo e ilrimborso delle spese non gli sono dovuti o, nel caso di nullita'parziale del lodo, sono soggetti a riduzione.Ciascun arbitro risponde solo del fatto proprio.814 (Diritti degli arbitri). - Gli arbitri hanno diritto alrimborso delle spese e all'onorario per l'opera prestata, se non vihanno rinunciato al momento dell'accettazione o con atto scrittosuccessivo. Le parti sono tenute solidalmente al pagamento, salvorivalsa tra loro.Quando gli arbitri provvedono direttamente alla liquidazione dellespese e dell'onorario, tale liquidazione non e' vincolante per leparti se esse non l'accettano. In tal caso l'ammontare delle spese edell'onorario e' determinato con ordinanza dal presidente deltribunale indicato nell'articolo 810, secondo comma, su ricorso degliarbitri e sentite le parti.L'ordinanza e' titolo esecutivo contro le parti ed e' soggetta areclamo a norma dell'articolo 825, quarto comma. Si applical'articolo 830, quarto comma.815 (Ricusazione degli arbitri). - Un arbitro puo' essere ricusato:1) se non ha le qualifiche espressamente convenute dalle parti;2) se egli stesso, o un ente, associazione o societa' di cui siaamministratore, ha interesse nella causa;3) se egli stesso o il coniuge e' parente fino al quarto grado oe' convivente o commensale abituale di una delle parti, di unrappresentante legale di una delle parti, o di alcuno dei difensori;4) se egli stesso o il coniuge ha causa pendente o graveinimicizia con una delle parti, con un suo rappresentante legale, ocon alcuno dei suoi difensori;5) se e' legato ad una delle parti, a una societa' da questacontrollata, al soggetto che la controlla, o a societa' sottoposta acomune controllo, da un rapporto di lavoro subordinato o da unrapporto continuativo di consulenza o di prestazione d'operaretribuita, ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale oassociativa che ne compromettono l'indipendenza; inoltre, se e'tutore o curatore di una delle parti;6) se ha prestato consulenza, assistenza o difesa ad una delleparti in una precedente fase della vicenda o vi ha deposto cometestimone.Una parte non puo' ricusare l'arbitro che essa ha nominato ocontribuito a nominare se non per motivi conosciuti dopo la nomina.La ricusazione e' proposta mediante ricorso al presidente deltribunale indicato nell'articolo 810, secondo comma, entro il termineperentorio di dieci giorni dalla notificazione della nomina o dallasopravvenuta conoscenza della causa di ricusazione. Il presidentepronuncia con ordinanza non impugnabile, sentito l'arbitro ricusato ele parti e assunte, quando occorre, sommarie informazioni.Con ordinanza il presidente provvede sulle spese. Nel caso dimanifesta inammissibilita' o manifesta infondatezza dell'istanza diricusazione condanna la parte che l'ha proposta al pagamento, infavore dell'altra parte, di una somma equitativamente determinata nonsuperiore al triplo del massimo del compenso spettante all'arbitrosingolo in base alla tariffa forense.La proposizione dell'istanza di ricusazione non sospende ilprocedimento arbitrale, salvo diversa determinazione degli arbitri.Tuttavia, se l'istanza e' accolta, l'attivita' compiuta dall'arbitroricusato o con il suo concorso e' inefficace.».
Art. 22.Modifiche al capo III, titolo VIII, libro IV1. Al titolo VIII del libro IV del codice di procedura civile ilCapo III e' sostituito dal seguente:
«Capo IIIdel procedimento
816 (Sede dell'arbitrato). - Le parti determinano la sededell'arbitrato nel territorio della Repubblica; altrimenti provvedonogli arbitri.Se le parti e gli arbitri non hanno determinato la sededell'arbitrato, questa e' nel luogo in cui e' stata stipulata laconvenzione di arbitrato. Se tale luogo non si trova nel territorionazionale, la sede e' a Roma.Se la convenzione d'arbitrato non dispone diversamente, gli arbitripossono tenere udienza, compiere atti istruttori, deliberare edapporre le loro sottoscrizioni al lodo anche in luoghi diversi dallasede dell'arbitrato ed anche all'estero.816-bis (Svolgimento del procedimento). - Le parti possonostabilire nella convenzione d'arbitrato, o con atto scritto separato,purche' anteriore all'inizio del giudizio arbitrale, le norme che gliarbitri debbono osservare nel procedimento e la linguadell'arbitrato. In mancanza di tali norme gli arbitri hanno facolta'di regolare lo svolgimento del giudizio e determinare la linguadell'arbitrato nel modo che ritengono piu' opportuno. Essi debbono inogni caso attuare il principio del contraddittorio, concedendo alleparti ragionevoli ed equivalenti possibilita' di difesa. Le partipossono stare in arbitrato per mezzo di difensori. In mancanza diespressa limitazione, la procura al difensore si estende a qualsiasiatto processuale, ivi compresa la rinuncia agli atti e ladeterminazione o proroga del termine per la pronuncia del lodo. Inogni caso, il difensore puo' essere destinatario della comunicazionedella notificazione del lodo e della notificazione della suaimpugnazione.Le parti o gli altri arbitri possono autorizzare il presidente delcollegio arbitrale a deliberare le ordinanze circa lo svolgimento delprocedimento.Su tutte le questioni che si presentano nel corso del procedimentogli arbitri, se non ritengono di provvedere con lodo non definitivo,provvedono con ordinanza revocabile non soggetta a deposito.816-ter (Istruzione probatoria). - L'istruttoria o singoli atti diistruzione possono essere delegati dagli arbitri ad uno di essi.Gli arbitri possono assumere direttamente presso di se' latestimonianza, ovvero deliberare di assumere la deposizione deltestimone, ove questi vi consenta, nella sua abitazione o nel suoufficio. Possono altresi' deliberare di assumere la deposizionerichiedendo al testimone di fornire per iscritto risposte a quesitinel termine che essi stessi stabiliscono.Se un testimone rifiuta di comparire davanti agli arbitri, questi,quando lo ritengono opportuno secondo le circostanze, possonorichiedere al presidente del tribunale della sede dell'arbitrato, chene ordini la comparizione davanti a loro.Nell'ipotesi prevista dal precedente comma il termine per lapronuncia del lodo e' sospeso dalla data dell'ordinanza alla datadell'udienza fissata per l'assunzione della testimonianza.Gli arbitri possono farsi assistere da uno o piu' consulentitecnici. Possono essere nominati consulenti tecnici sia personefisiche, sia enti.Gli arbitri possono chiedere alla pubblica amministrazione leinformazioni scritte relative ad atti e documentidell'amministrazione stessa, che e' necessario acquisire al giudizio.816-quater (Pluralita' di parti). - Qualora piu' di due parti sianovincolate dalla stessa convenzione d'arbitrato, ciascuna parte puo'convenire tutte o alcune delle altre nel medesimo procedimentoarbitrale se la convenzione d'arbitrato devolve a un terzo la nominadegli arbitri, se gli arbitri sono nominati con l'accordo di tutte leparti, ovvero se le altre parti, dopo che la prima ha nominatol'arbitro o gli arbitri, nominano d'accordo un ugual numero diarbitri o ne affidano a un terzo la nomina.Fuori dei casi previsti nel precedente comma il procedimentoiniziato da una parte nei confronti di altre si scinde in tantiprocedimenti quante sono queste ultime.Se non si verifica l'ipotesi prevista nel primo comma e si versa incaso di litisconsorzio necessario, l'arbitrato e' improcedibile.816-quinquies (Intervento di terzi e successione nel dirittocontroverso). - L'intervento volontario o la chiamata in arbitrato diun terzo sono ammessi solo con l'accordo del terzo e delle parti econ il consenso degli arbitri.Sono sempre ammessi l'intervento previsto dal secondo commadell'articolo 105 e l'intervento del litisconsorte necessario.Si applica l'articolo 111.816-sexies (Morte, estinzione o perdita di capacita' della parte).- Se la parte viene meno per morte o altra causa, ovvero perde lacapacita' legale, gli arbitri assumono le misure idonee a garantirel'applicazione del contraddittorio ai fini della prosecuzione delgiudizio. Essi possono sospendere il procedimento.Se nessuna delle parti ottempera alle disposizioni degli arbitriper la prosecuzione del giudizio, gli arbitri possono rinunciareall'incarico.816-septies (Anticipazione delle spese). - Gli arbitri possonosubordinare la prosecuzione del procedimento al versamento anticipatodelle spese prevedibili. Salvo diverso accordo delle parti, gliarbitri determinano la misura dell'anticipazione a carico di ciascunaparte.Se una delle parti non presta l'anticipazione richiestale, l'altrapuo' anticipare la totalita' delle spese. Se le parti non provvedonoall'anticipazione nel termine fissato dagli arbitri, non sono piu'vincolate alla convenzione di arbitrato con riguardo allacontroversia che ha dato origine al procedimento arbitrale.817 (Eccezione d'incompetenza). - Se la validita', il contenuto ol'ampiezza della convenzione d'arbitrato o la regolare costituzionedegli arbitri sono contestate nel corso dell'arbitrato, gli arbitridecidono sulla propria competenza.Questa disposizione si applica anche se i poteri degli arbitri sonocontestati in qualsiasi sede per qualsiasi ragione sopravvenuta nelcorso del procedimento. La parte che non eccepisce nella prima difesasuccessiva all'accettazione degli arbitri l'incompetenza di questiper inesistenza, invalidita' o inefficacia della convenzioned'arbitrato, non puo' per questo motivo impugnare il lodo, salvo ilcaso di controversia non arbitrabile.La parte, che non eccepisce nel corso dell'arbitrato che leconclusioni delle altre parti esorbitano dai limiti della convenzionearbitrale, non puo', per questo motivo, impugnare il lodo.817-bis (Compensazione). - Gli arbitri sono competenti a conosceredell'eccezione di compensazione, nei limiti del valore della domanda,anche se il controcredito non e' compreso nell'ambito dellaconvenzione di arbitrato.818 (Provvedimenti cautelari). - Gli arbitri non possono concederesequestri, ne' altri provvedimenti cautelari, salva diversadisposizione di legge.819 (Questioni pregiudiziali di merito). - Gli arbitri risolvonosenza autorita' di giudicato tutte le questioni rilevanti per ladecisione della controversia, anche se vertono su materie che nonpossono essere oggetto di convenzione di arbitrato, salvo che debbanoessere decise con efficacia di giudicato per legge.Su domanda di parte, le questioni pregiudiziali sono decise conefficacia di giudicato se vertono su materie che possono essereoggetto di convenzione di arbitrato. Se tali questioni non sonocomprese nella convenzione di arbitrato, la decisione con efficaciadi giudicato e' subordinata alla richiesta di tutte le parti.819-bis (Sospensione del procedimento arbitrale). - Fermal'applicazione dell'articolo 816-sexies, gli arbitri sospendono ilprocedimento arbitrale con ordinanza motivata nei seguenti casi:1) quando il processo dovrebbe essere sospeso a norma del commaterzo dell'articolo 75 del codice di procedura penale, se lacontroversia fosse pendente davanti all'autorita' giudiziaria;2) se sorge questione pregiudiziale su materia che non puo essereoggetto di convenzione d'arbitrato e per legge deve essere decisa conautorita' di giudicato;3) quando rimettono alla Corte costituzionale una questione dilegittimita' costituzionale ai sensi dell'articolo 23 della legge11 marzo 1953, n. 87.Se nel procedimento arbitrale e' invocata l'autorita' di unasentenza e questa e' impugnata, si applica il secondo commadell'articolo 337.Una volta disposta la sospensione, il procedimento si estingue senessuna parte deposita presso gli arbitri istanza di prosecuzioneentro il termine fissato dagli arbitri stessi o, in difetto, entro unanno dalla cessazione della causa di sospensione. Nel caso previstodal primo comma, numero 2), il procedimento si estingue altresi' seentro novanta giorni dall'ordinanza di sospensione nessuna partedeposita presso gli arbitri copia autentica dell'atto con il quale lacontroversia sulla questione pregiudiziale e' proposta davantiall'autorita' giudiziaria.819-ter (Rapporti tra arbitri e autorita' giudiziaria). - Lacompetenza degli arbitri non e' esclusa dalla pendenza della stessacausa davanti al giudice, ne' dalla connessione tra la controversiaad essi deferita ed una causa pendente davanti al giudice. Lasentenza, con la quale il giudice afferma o nega la propriacompetenza in relazione a una convenzione d'arbitrato, e' impugnabilea norma degli articoli 42 e 43. L'eccezione di incompetenza delgiudice in ragione della convenzione di arbitrato deve essereproposta, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta. La mancataproposizione dell'eccezione esclude la competenza arbitralelimitatamente alla controversia decisa in quel giudizio.Nei rapporti tra arbitrato e processo non si applicano regolecorrispondenti agli articoli 44, 45, 48, 50 e 295.In pendenza del procedimento arbitrale non possono essere propostedomande giudiziali aventi ad oggetto l'invalidita' o inefficaciadella convenzione d'arbitrato.».
Art. 23.Modifiche al capo IV, titolo VIII, libro IV1. Al titolo VIII del libro IV del codice di procedura civile ilcapo IV e' sostituito dal seguente:
«Capo IVdel lodo
820 (Termine per la decisione). - Le parti possono, con laconvenzione di arbitrato o con accordo anteriore all'accettazionedegli arbitri, fissare un termine per la pronuncia del lodo.Se non e' stato fissato un termine per la pronuncia del lodo, gliarbitri debbono pronunciare il lodo nel termine di duecentoquarantagiorni dall'accettazione della nomina.In ogni caso il termine puo' essere prorogato:a) mediante dichiarazioni scritte di tutte le parti indirizzateagli arbitri;b) dal presidente del tribunale indicato nell'articolo 810,secondo comma, su istanza motivata di una delle parti o degliarbitri, sentite le altre parti; il termine puo' essere prorogatosolo prima della sua scadenza.Se le parti non hanno disposto diversamente, il termine e'prorogato di centottanta giorni nei casi seguenti e per non piu' diuna volta nell'ambito di ciascuno di essi:a) se debbono, essere assunti mezzi di prova;b) se e' disposta consulenza tecnica d'ufficio;c) se e' pronunciato un lodo non definitivo o un lodo parziale;d) se e' modificata la composizione del collegio arbitrale o e'sostituito l'arbitro unico. Il termine per la pronuncia del lodo e'sospeso durante la sospensione del procedimento. In ogni caso, dopola ripresa del procedimento, il termine residuo, se inferiore, e'esteso a novanta giorni.821 (Rilevanza del decorso del termine). - Il decorso del termineindicato nell'articolo precedente non puo' essere fatto valere comecausa di nullita' del lodo se la parte, prima della deliberazione dellodo risultante dal dispositivo sottoscritto dalla maggioranza degliarbitri, non abbia notificato alle altre parti e agli arbitri cheintende far valere la loro decadenza.Se la parte fa valere la decadenza degli arbitri, questi,verificato il decorso del termine, dichiarano estinto ilprocedimento.822 (Norme per la deliberazione). - Gli arbitri decidono secondo lenorme di diritto, salvo che le parti abbiano disposto con qualsiasiespressione che gli arbitri pronunciano secondo equita'.823 (Deliberazione e requisiti del lodo). - Il lodo e' deliberato amaggioranza di voti con la partecipazione di tutti gli arbitri ed e'quindi redatto per iscritto. Ciascun arbitro puo' chiedere che illodo, o una parte di esso, sia deliberato dagli arbitri riuniti inconferenza personale.Il lodo deve contenere:1) il nome degli arbitri;2) l'indicazione della sede dell'arbitrato;3) l'indicazione delle parti;4) l'indicazione della convenzione di arbitrato e delleconclusioni delle parti;5) l'esposizione sommaria dei motivi;6) il dispositivo;7) la sottoscrizione degli arbitri. La sottoscrizione dellamaggioranza degli arbitri e' sufficiente, se accompagnata dalladichiarazione che esso e' stato deliberato con la partecipazione ditutti e che gli altri non hanno voluto o non hanno potutosottoscriverlo;8) la data delle sottoscrizioni.824 (Originali e copie del lodo). - Gli arbitri redigono il lodo inuno o piu' originali. Gli arbitri danno comunicazione del lodo aciascuna parte mediante consegna di un originale, o di una copiaattestata conforme dagli stessi arbitri, anche con spedizione inplico raccomandato, entro dieci giorni dalla sottoscrizione del lodo.824-bis (Efficacia del lodo). - Salvo quanto disposto dall'articolo825, il lodo ha dalla data della sua ultima sottoscrizione glieffetti della sentenza pronunciata dall'autorita' giudiziaria.825 (Deposito del lodo). - La parte che intende fare eseguire illodo nel territorio della Repubblica ne propone istanza depositandoil lodo in originale, o in copia conforme, insieme con l'attocontenente la convenzione di arbitrato, in originale o in copiaconforme, nella cancelleria del tribunale nel cui circondario e' lasede dell'arbitrato. Il tribunale, accertata la regolarita' formaledel lodo, lo dichiara esecutivo con decreto. Il lodo reso esecutivoe' soggetto a trascrizione o annotazione, in tutti i casi nei qualisarebbe soggetta a trascrizione o annotazione la sentenza avente ilmedesimo contenuto.Del deposito e del provvedimento del tribunale e' data notiziadalla cancelleria alle parti nei modi stabiliti dell'articolo 133,secondo comma.Contro il decreto che nega o concede l'esecutorieta' del lodo, e'ammesso reclamo mediante ricorso alla corte d'appello, entro trentagiorni dalla comunicazione; la corte, sentite le parti, provvede incamera di consiglio con ordinanza.826 (Correzione del lodo). - Ciascuna parte puo' chiedere agliarbitri entro un anno dalla comunicazione del lodo:a) di correggere nel testo del lodo omissioni o errori materialio di calcolo, anche se hanno determinato una divergenza fra i diversioriginali del lodo pure se relativa alla sottoscrizione degliarbitri;b) di integrare il lodo con uno degli elementi indicatinell'articolo 823, numeri 1), 2), 3), 4).Gli arbitri, sentite le parti, provvedono entro il termine disessanta giorni. Della correzione e' data comunicazione alle parti anorma dell'articolo 824.Se gli arbitri non provvedono, l'istanza di correzione e' propostaal tribunale nel cui circondario ha sede l'arbitrato.Se il lodo e' stato depositato, la correzione e' richiesta altribunale del luogo in cui e' stato depositato. Si applicano ledisposizioni dell'articolo 288, in quanto compatibili. Allacorrezione puo' provvedere anche il giudice di fronte al quale illodo e' stato impugnato o fatto valere.».
Art. 24.Modifiche al capo V, titolo VIII, libro IV1. Al titolo VIII del libro IV del codice di procedura civile ilCapo V e' sostituito dal seguente:
«Capo Vdelle impugnazioni
827 (Mezzi di impugnazione). - Il lodo e' soggetto all'impugnazioneper nullita', per revocazione e per opposizione di terzo.I mezzi d'impugnazione possono essere proposti indipendentementedal deposito del lodo.Il lodo che decide parzialmente il merito della controversia e'immediatamente impugnabile, ma il lodo che risolve alcune dellequestioni insorte senza definire il giudizio arbitrale e' impugnabilesolo unitamente al lodo definitivo.828 (Impugnazione per nullita). - L'impugnazione per nullita' sipropone, nel termine di novanta giorni dalla notificazione del lodo,davanti alla corte d'appello nel cui distretto e' la sededell'arbitrato.L'impugnazione non e' piu' proponibile decorso un anno dalla datadell'ultima sottoscrizione.L'istanza per la correzione del lodo non sospende il termine perl'impugnazione; tuttavia il lodo puo' essere impugnato relativamentealle parti corrette nei termini ordinari, a decorrere dallacomunicazione dell'atto di correzione.829 (Casi di nullita). - L'impugnazione per nullita' e' ammessa,nonostante qualunque preventiva rinuncia, nei casi seguenti:1) se la convenzione d'arbitrato e' invalida, ferma ladisposizione dell'articolo 817, terzo comma;2) se gli arbitri non sono stati nominati con le forme e nei modiprescritti nei capi II e VI del presente titolo, purche' la nullita'sia stata dedotta nel giudizio arbitrale;3) se il lodo e' stato pronunciato da chi non poteva esserenominato arbitro a norma dell'articolo 812;4) se il lodo ha pronunciato fuori dei limiti della convenzioned'arbitrato, ferma la disposizione dell'articolo 817, quarto comma, oha deciso il merito della controversia in ogni altro caso in cui ilmerito non poteva essere deciso;5) se il lodo non ha i requisiti indicati nei numeri 5), 6), 7)dell'articolo 823;6) se il lodo e' stato pronunciato dopo la scadenza del terminestabilito, salvo il disposto dell'articolo 821;7) se nel procedimento non sono state osservate le formeprescritte dalle parti sotto espressa sanzione di nullita' e lanullita' non e' stata sanata;8) se il lodo e' contrario ad altro precedente lodo non piu'impugnabile o a precedente sentenza passata in giudicato tra le partipurche' tale lodo o tale sentenza sia stata prodotta nelprocedimento;9) se non e' stato osservato nel procedimento arbitrale ilprincipio del contraddittorio;10) se il lodo conclude il procedimento senza decidere il meritodella controversia e il merito della controversia doveva esseredeciso dagli arbitri;11) se il lodo contiene disposizioni contraddittorie;12) se il lodo non ha pronunciato su alcuna delle domande edeccezioni proposte dalle parti in conformita' alla convenzione diarbitrato.La parte che ha dato causa a un motivo di nullita', o vi harinunciato, o che non ha eccepito nella prima istanza o difesasuccessiva la violazione di una regola che disciplina lo svolgimentodel procedimento arbitrale, non puo' per questo motivo impugnare illodo.L'impugnazione per violazione delle regole di diritto relative almerito della controversia e' ammessa se espressamente disposta dalleparti o dalla legge. E' ammessa in ogni caso l'impugnazione delledecisioni per contrarieta' all'ordine pubblico.L'impugnazione per violazione delle regole di diritto relative almerito della controversia e' sempre ammessa:1) nelle controversie previste dall'articolo 409;2) se la violazione delle regole di diritto concerne la soluzionedi questione pregiudiziale su materia che non puo' essere oggetto diconvenzione di arbitrato.Nelle controversie previste dall'articolo 409, il lodo e' soggettoad impugnazione anche per violazione dei contratti e accordicollettivi.830 (Decisione sull'impugnazione per nullita). - La corte d'appellodecide sull'impugnazione per nullita' e, se l'accoglie, dichiara consentenza la nullita' del lodo. Se il vizio incide su una parte dellodo che sia scindibile dalle altre, dichiara la nullita' parzialedel lodo.Se il lodo e' annullato per i motivi di cui all'articolo 829, commiprimo, numeri 5), 6), 7), 8), 9), 11) o 12), terzo, quarto o quinto,la corte d'appello decide la controversia nel merito salvo che leparti non abbiano stabilito diversamente nella convenzione diarbitrato o con accordo successivo. Tuttavia, se una delle parti,alla data della sottoscrizione della convenzione di arbitrato,risiede o ha la propria sede effettiva all'estero, la corte d'appellodecide la controversia nel merito solo se le parti hanno cosi'stabilito nella convenzione di arbitrato o ne fanno concorderichiesta.Quando la corte d'appello non decide nel merito, alla controversiasi applica la convenzione di arbitrato, salvo che la nullita' dipendadalla sua invalidita' o inefficacia.Su istanza di parte anche successiva alla proposizionedell'impugnazione, la corte d'appello puo' sospendere con ordinanzal'efficacia del lodo, quando ricorrono gravi motivi.831 (Revocazione ed opposizione di terzo). - Il lodo, nonostantequalsiasi rinuncia, e' soggetto a revocazione nei casi indicati neinumeri 1), 2), 3) e 6) dell'articolo 395, osservati i termini e leforme stabiliti nel libro secondo.Se i casi di cui al primo comma si verificano durante il corso delprocesso di impugnazione per nullita', il termine per la proposizionedella domanda di revocazione e' sospeso fino alla comunicazione dellasentenza che abbia pronunciato sulla nullita'.Il lodo e' soggetto ad opposizione di terzo nei casi indicatinell'articolo 404. Le impugnazioni per revocazione e per opposizionedi terzo si propongono davanti alla corte d'appello nel cui distrettoe' la sede dell'arbitrato, osservati i termini e le forme stabilitinel libro secondo.La corte d'appello puo' riunire le impugnazioni per nullita', perrevocazione e per opposizione di terzo nello stesso processo, se lostato della causa preventivamente proposta consente l'esaurientetrattazione e decisione delle altre cause.».
Art. 25.Modifiche al capo VI, titolo VIII, libro IV1. Al titolo VIII del libro IV del codice di procedura civile ilCapo VI e' sostituito dal seguente:
«Capo VIdell'arbitrato secondo regolamenti precostituiti
832 (Rinvio a regolamenti arbitrali). - La convenzione d'arbitratopuo' fare rinvio a un regolamento arbitrale precostituito.Nel caso di contrasto tra quanto previsto nella convenzione diarbitrato e quanto previsto dal regolamento, prevale la convenzionedi arbitrato.Se le parti non hanno diversamente convenuto, si applica ilregolamento in vigore al momento in cui il procedimento arbitrale hainizio.Le istituzioni di carattere associativo e quelle costituite per larappresentanza degli interessi di categorie professionali non possononominare arbitri nelle controversie che contrappongono i propriassociati o appartenenti alla categoria professionale a terzi.Il regolamento puo' prevedere ulteriori casi di sostituzione ericusazione degli arbitri in aggiunta a quelli previsti dalla legge.Se l'istituzione arbitrale rifiuta di amministrare l'arbitrato, laconvenzione d'arbitrato mantiene efficacia e si applicano iprecedenti capi di questo titolo.».
Capo IIIDisposizioni finali
Art. 26.Modifiche all'articolo 23 della legge 23 novembre 1981, n. 6891. All'articolo 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689, sonoapportate le seguenti modificazioni:a) al quinto comma, le parole: «ricorribile per cassazione» sonosostituite dalla seguente: «appellabile»;b) l'ultimo comma e' abrogato.
Nota all'art. 26:- Si riporta il testo dell'art. 23 della legge24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) comemodificato dal decreto legislativo qui pubblicato:«Art. 23 (Giudizio di opposizione). - Il giudice, se ilricorso e' proposto oltre il termine previsto dal primocomma dell'art. 22, ne dichiara l'inammissibilita' conordinanza ricorribile per cassazione.Se il ricorso e' tempestivamente proposto, il giudicefissa l'udienza di comparizione con decreto, steso in calceal ricorso, ordinando all'autorita' che ha emesso ilprovvedimento impugnato di depositare in cancelleria, diecigiorni prima della udienza fissata, copia del rapporto congli atti relativi all'accertamento, nonche' allacontestazione o notificazione della violazione. Il ricorsoed il decreto sono notificati, a cura della cancelleria,all'opponente o, nel caso sia stato indicato, al suoprocuratore, e all'autorita' che ha emesso l'ordinanza.Tra il giorno della notificazione e l'udienza dicomparizione devono intercorrere i termini previstidall'art. 163-bis del codice di procedura civile.L'opponente e l'autorita' che ha emesso l'ordinanzapossono stare in giudizio personalmente; l'autorita' che haemesso l'ordinanza puo' avvalersi anche di funzionariappositamente delegati.Se alla prima udienza l'opponente o il suo procuratorenon si presentano senza addurre alcun legittimoimpedimento, il giudice, con ordinanza appellabile,convalida il provvedimento opposto, ponendo a caricodell'opponente anche le spese successive all'opposizione.Nel corso del giudizio il giudice dispone, anched'ufficio, i mezzi di prova che ritiene necessari e puo'disporre la citazione di testimoni anche senza laformulazione di capitoli.Appena terminata l'istruttoria il giudice invita leparti a precisare le conclusioni ed a procedere nellastessa udienza alla discussione della causa, pronunciandosubito dopo la sentenza mediante lettura del dispositivo.Tuttavia, dopo la precisazione delle conclusioni, ilgiudice, se necessario, concede alle parti un termine nonsuperiore a dieci giorni per il deposito di note difensivee rinvia la causa all'udienza immediatamente successivaalla scadenza del termine per la discussione e la pronunciadella sentenza.Il guidice puo' anche redigere e leggere, unitamente aldispositivo, la motivazione della sentenza, che e' subitodopo depositata in cancelleria.A tutte le notificazioni e comunicazioni occorrenti siprovvede d'ufficio.Gli atti del processo e la decisione sono esenti daogni tassa e imposta.Con la sentenza il giudice puo' rigettarel'opposizione, ponendo a carico dell'opponente le spese delprocedimento o accoglierla, annullando in tutto o in partel'ordinanza o modificandola anche limita-tamenteall'entita' della sanzione dovuta. Nel giudizio diopposizione davanti al giudice di pace non si applical'art. 113, secondo comma, del codice di procedura civile.Il giudice accoglie l'opposizione quando non vi sonoprove sufficienti della responsabilita' dell'opponente.».
Art. 27.Disciplina transitoria1. Gli articoli 1 e 19, comma 1, lettera f), si applicano aigiudizi pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto.Tuttavia, ai provvedimenti del giudice di pace pubblicati entro ladata di entrata in vigore del presente decreto, si applica ladisciplina previgente.2. Le restanti disposizioni del Capo I si applicano ai ricorsi percassazione proposti avverso le sentenze e gli altri provvedimentipubblicati a decorrere dalla data di entrata in vigore del presentedecreto.3. Le disposizioni dell'articolo 20 si applicano alle convenzionidi arbitrato stipulate dopo la data di entrata in vigore del presentedecreto.4. Le disposizioni degli articoli 21, 22, 23, 24 e 25 si applicanoai procedimenti arbitrali, nei quali la domanda di arbitrato e' stataproposta successivamente alla data di entrata in vigore del presentedecreto.5. Le disposizioni dell'articolo 26 si applicano alle ordinanzepronunciate ed alle sentenze pubblicate a decorrere dalla data dientrata in vigore del presente decreto.
Art. 28.Abrogazioni1. Alla data di entrata in vigore del presente decreto sonoabrogati gli articoli 833, 834, 835, 836, 837, 838 del codice diprocedura civile.
Art. 29.Copertura finanziaria1. Dall'attuazione del presente decreto non derivano nuovi omaggiori oneri a carico dello Stato.Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inseritonella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farloosservare.
Dato a Roma, addi' 2 febbraio 2006
CIAMPIBerlusconi, Presidente del Consigliodei MinistriCastelli, Ministro della giustiziaTremonti, Ministro del-l'economia edelle finanzeVisto, il Guardasigilli: Castelli


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