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Ricorsi specializzandi

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Ricorso per riconoscimento dei diritti contrattuali,
sanciti ai sensi del D.Lgs 368/99, antecedenti all'A.A. 2006/07:
rimborso delle differenze retributive e riconoscimento contributivo


Assetto normativo

In riscontro alla richiesta di parere inoltrata allo scrivente Studio Legale da parte del Segretariato Italiano Medici e Specializzandi si provvede ad evidenziare nel merito quanto segue: nel recepire la direttiva del Consiglio dell’Unione Europea del 5 aprile 1993 n. 93/16/CEE inerente la libera circolazione dei medici ed il reciproco riconoscimento di diplomi, certificati ed altri titoli, il Legislatore nazionale ha introdotto la disciplina inerente la formazione specialistica per i medici, ed un allineamento al livello europeo sotto il profilo retributivo e contributivo, con il Decreto Legislativo 17 agosto 1999 n. 368; all'atto dell'iscrizione alla scuola universitaria di specializzazione in medicina e chirurgia, l'art. 37 prevede la stipula con le Università di uno specifico contratto di formazione lavoro, così determinando - de iure - la trasformazione dello status di specializzando da titolare di borsa di studio a quello di lavoratore subordinato; dapprima, l’art. 46 legava gli oneri derivanti, nei limiti delle risorse previste, alle quote del Fondo Sanitario Nazionale destinate al finanziamento della formazione dei medici specialisti ed alle ulteriori risorse autorizzate da apposito provvedimento legislativo, alla cui entrata in vigore era espressamente condizionata l’applicazione delle disposizioni di cui agli artt. 39 e 41; successivamente, l’art. 8 Decreto Legislativo 21 dicembre 1999 n. 517 e poi l'art. 1 co. 300 Legge 23 dicembre 2005 n. 266 sostituiva l’art. 46 prevedendo, a decorrere dall'anno accademico 2006-2007, l’applicazione delle disposizioni articolate da 37 a 42 (in specie con riguardo agli emolumenti per la formazione specialistica e la copertura assicurativa per la responsabilità civile) e l’adozione dei decreti ministeriali di cui all'art. 39 co. 3 e 4 bis, nel rispetto del limite delle risorse da destinarsi al finanziamento della formazione dei medici specialisti, con incremento annuo di € 70 milioni per l'anno 2006 e di € 300 milioni a decorrere dall'anno 2007; sostanzialmente quindi, in evidente contrasto con la direttiva comunitaria n. 93/16/CE e differentemente dagli altri Paesi dell'Unione Europea, i medici specializzandi italiani hanno continuato a percepire una borsa di studio pari a ca. € 930,00 mensili, al lordo delle trattenute assicurative, senza alcun diritto a ferie, pensione, maternità e malattie, con il divieto di svolgere ogni altro lavoro e senza precise garanzie sulla qualità della formazione specialistica, mentre l'attuazione del nuovo status è stato condizionato sia all'emanazione di un decreto ministeriale (che determinasse il trattamento annuo onnicomprensivo da corrispondere allo specializzando), sia all'emanazione di un provvedimento legislativo di autorizzazione della spesa; nel susseguirsi di impegni reiteratamente assunti in tal senso dal Governo ed anche a seguito delle numerose mobilitazioni dei medici specializzandi degli ultimi anni, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 luglio del 2007, ai sensi dell’art. 37 co. 2, del Decreto Legislativo n. 368/99, ha definito lo schema tipo di contratto di formazione specialistica dei medici; pertanto, la firma del definito contratto di formazione consentirà ai medici specializzandi di percepire - ma soltanto a partire dall’anno 2006 - un trattamento economico adeguato e comprensivo di tutti gli oneri contributivi (per 2/3 a carico dell’Università e per 1/3 a carico del medico in formazione specialistica), con iscrizione ai fini previdenziali alla gestione separata di cui all’art. 2 co. 26 Legge 8 agosto 1995 n. 335 ed esenzione del trattamento economico dall’imposta sul reddito delle persone fisiche, nonché assunzione a carico dell’Azienda Sanitaria presso la quale è svolta l’attività formativa, alle stesse condizioni del proprio personale, degli oneri inerenti la copertura assicurativa dei rischi professionali, per la responsabilità civile contro terzi e gli infortuni connessi all’attività assistenziale svolta dal medico medesimo nelle proprie strutture. A causa dell’inadempimento dello Stato italiano, i diritti già riconosciuti con il Decreto Legislativo n. 368/99 di fatto non sono stati mai applicati agli aventi diritto, con evidente disparità di trattamento tra i medici che hanno già terminato o che stanno per terminare il corso di specializzazione e coloro che vanno ad intraprendere la formazione specialistica.


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