Studio Legale Ranchetti


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Sentenze

Attività > Ricorsi contro Enel

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale di Napoli – X sezione civile – in persona del dott. Michele OLIVA in funzione di giudice unico ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Nella causa civile iscritta al n. 25822 del Ruolo Generale degli affari contenziosi dell’anno 2006, avente ad oggetto: risarcimento danni

TRA

ENEL distribuzione S.p.a. con sede in Roma via Ombrone n. 2, in persona del procuratore Rag. Mario Franco Fadda, giusta procura speciale per notaio Matilde Atlante di Roma del 30 giugno 2004 rep. 11016, elettivamente domiciliata presso ********* Appellante

E

********** rappresentata e difesa dall’avv. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx giusta procura a margine dell’atto di citazione del giudizio di primo grado presso il cui domicilio in Appellata

Conclusioni per l’appellante: in parziale riforma della sentenza impugnata, rigettare la domanda di ********** condannandola alla refusione delle competenze ed onorari del grado e condannando il percipiente alla restituzione di quanto eventualmente versato in esecuzione della sentenza di primo grado.
Conclusioni per l’appellata: rigettare l’appello perchè infondato in fatto ed in diritto e confermare la sentenza di primo grado, con vittoria di spese diritti ed onorari del presente giudizio da distrarsi in favore del procuratore antistatario.


Con atto di citazione del 24/05/2005 la sig.ra *********** conveniva in giudizio innanzi al giudice di pace di Napoli l’Enel distribuzione in persona del legale rapp.te p.t. chiedendo la restituzione delle spese di pagamento delle fatture per contratto di somministrazione di energia elettrica con il n. cliente ************, per 17 bollette per un importo di € 11,59, chiedendo fra l’altro la maggiorazione degli interessi legali e la condanna al risarcimento dei danni con attribuzione delle spese e competenze di giudizio, adducendo che la società convenuta non aveva indicato un punto di pagamento gratuito. Il giudice di pace di Napoli con sentenza depositata in data 30 dicembre 2005 accoglieva la domanda condannando l’Enel distribuzione al pagamento della somma di € 11,59 con interesse legali anno per anno su ogni bolletta pagata per le spese postali per le somme così rivalutate, oltre interessi legali sulla somma così determinata dalla pubblicazione della sentenza fino all’effettivo pagamento ed al pagamento delle spese di giudizio. Proponeva appello l’Enel distribuzione con atto notificato il 31 luglio 2006 chiedendo la riforma dell’impugnata sentenza per i seguenti motivi:

1) la sentenza sarebbe viziata in modo evidente dal momento che non sono state esplicitate le ragioni di fatto e di diritto che sorreggerebbero la condanna di essa società al pagamento delle spese;

2) l’Autorità per l’energia Elettrica e il gas è stata istituita con legge n. 481 del 14 novembre 1995 con finalità di promuovere la concorrenza e l’efficienza e di garantire livelli qualitativi nell’erogazione del servizio;
la detta autorità con deliberazione del 28 dicembre 1999 n. 200 adottava la Direttiva concernente l’erogazione dei servizi di distribuzione e di vendita dell’energia elettrica prevedendo, per quanto riguarda il pagamento delle bollette, che la società deve offrire almeno una modalità gratuita di pagamento della bolletta; nel corso degli anni la società appellante dava corso alle indicazioni formulate nella delibera n. 200/1999; successivamente, a seguito di richiesta di essa concludente, veniva emessa la delibera n. 72/2004 a chiarimento della delibera del 1999; faceva presente la società appellante che nel corso del tempo venivano stipulate delle convenzioni con istituti di credito al fine di consentire il pagamento delle bollette presso uno sportello bancario senza alcun onere per il cliente e senza la necessità di apertura di conto corrente o di altro rapporto con la banca medesima, che altra modalità di pagamento era costituita dal servizio “CONTOWATT” che consente di effettuare il pagamento delle bollette tramite addebito sul conto corrente bancario, o dal servizio “bolletta da pagare on line” o dal servizio di pagamento mediante addebito su carta di credito.
Fa ancora presente l’ENEL appellante che con la delibera n. 72/2004 l’A.E.E.G. la diffidava ad adempiere entro 120 gg. alla delibera onde garantire una modalità gratuita di pagamento su tutto il territorio nazionale. L’Enel impugnava innanzi al TAR di Milano la delibera. Nel frattempo essa appellante dava seguito alla delibera stipulando nuove convenzioni con le banche al fine di garantire in tutte le principali città italiane la possibilità di pagare le bollette senza oneri. Nella provincia di Napoli essa società appellante ha sottoscritto due convenzioni bancarie per il pagamento, senza commissioni, delle fatture.
Si costituiva la ********* il cui procuratore chiedeva il rigetto dell’appello. Precisate le conclusioni, la causa, all’udienza del 18 settembre 2007, passava in decisione con discussione orale.
Motivi della decisione
L’appello proposto dalla S.p.a. E.N.E.L. Distribuzione in persona del suo legale rapp.te avverso la sentenza del giudice di pace di Napoli depositata in data 30 dicembre 2005, con atto notificato il 03.07.2006 non è fondato e deve essere, pertanto, respinto. In ordine al primo motivo di gravame riguardante la circostanza che la sentenza di primo grado non sarebbe motivata in ordine alla condanna di essa società al pagamento delle 17 fatture, osserva questo giudice che tale motivo di impugnazione non ha giuridico fondamento in quanto il giudice di primo grado, seppure succintamente, ha indicato le ragioni della condanna in quanto ha richiamato la legge n. 281/1998 e la delibera n. 72/2004.
In ordine al secondo motivo di gravame riguardante la circostanza che essa società appellante non avrebbe ottemperato alle delibere dell’Autorità per l’Energia elettrica e il gas laddove l’Enel aveva messo a disposizione degli utenti tutti quei mezzi necessari per non gravarli di ulteriori spese, osserva questo giudice che anche questo motivo di gravame non ha giuridico fondamento. Come ha scritto il giudice di pace di Teano nella sentenza depositata in data 24 ottobre 2006, l’Autorità per l’Energia elettrica ed il gas istituita con legge n. 481/1995 ha come finalità la promozione della concorrenza e l’efficienza della prestazione, dovendo garantire elevati livelli nell’erogazione del servizio e promuovendo la tutela degli interessi di utenti e consumatori (vedi art. 1 legge citata).
Inoltre l’art. 12 lettera h) della legge n. 481/1995 stabilisce che l’Autorità suddetta emana le direttive concernenti la produzione e l’erogazione dei servizi da parte dei soggetti esercenti i servizi medesimi, definendo in particolare i livelli generali di qualità riferiti al complesso della prestazioni ed i livelli specifici di qualità riferiti alla singola prestazione da garantire all’utente, sentiti i soggetti esercenti il servizio ed i rappresentanti degli utenti e dei consumatori, eventualmente differenziandoli per settore e tipo di prestazione, tali determinazioni producono gli effetti di cui al comma 37: tale comma così recita: il soggetto esercente il servizio predispone un regolamento di servizio nel rispetto dei principi di cui alla presente legge e di quanto stabilito negli atti di cui al comma 36.
Le determinazione dell’Autorità di cui all’art. 12 lettera h) costituiscono modifica o integrazione del regolamento di servizio. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas emanò la delibera n. 200/1999 (vedi G.U. serie generale n. 306 del 31/12/1999 supp. or. n. 235) la quale regolamenta l’erogazione dei servizi di distribuzione e di vendita dell’energia elettrica di cui all’art. 2 comma 12 lettera h) legge n. 481 del 14 dicembre 1995. Detta delibera all’art. 6 capoverso n. 6.4 imponeva alla società erogatrice di offrire al cliente almeno una modalità gratuito di pagamento della bolletta. A seguito di violazione di detto obbligo l’Autorità emanava in data 11 maggio 2004 la delibera n. 72, la quale constatava che l’ENEL imponeva sempre ai clienti modalità costose di pagamento delle bollette.
D’altra parte il TAR della Lombardia con la sentenza n. 3948/2005 ha rigettato il ricorso dell’Enel avverso la delibera 72/2004 scrivendo quanto segue: Appare, infatti, evidente che le modalità di pagamento “CONTOWATT” o “pagamento on line” non costituiscono modalità gratuita, visti i costi indotti necessari per usufruire di tali servizi; appare, infatti, evidente che le modalità di pagamento in questione impongono alla clientela di sostenere una serie di costi, che impediscono di ritenerle gratuite.
Per il “CONTOWATT”, consistente nell’addebito della bolletta sul conto corrente bancario del cliente, quest’ultimo si vede costretto a stipulare con un Istituto di credito un contratto di conto corrente bancario, con le conseguenti spese di apertura e di gestione del medesimo; analogamente, per il pagamento con carta di credito, accedendo alla rete Internet, il cliente si vedrebbe costretto a sopportare i costi per l’acquisto delle attrezzature informatiche, oltre alle spese normalmente sostenute per accedere, tramite il proprio computer, alla rete; anche un eventuale pagamento esclusivamente tramite carta di credito, senza necessità di accedere alla rete Internet, non potrebbe reputarsi gratuito, viste le spese per attivare ed usufruire del servizio della carta di credito, da corrispondersi a favore dell’Istituto di emissione di quest’ultima, che comportano anche spese di gestione di conto con invio degli estratti mensili con spese a carico anche per una singola operazione;
Allo stato, pertanto, unica modalità gratuita è quella del pagamento presso gli sportelli delle banche convenzionate, che non richiedono commissioni né impongono di trattenere rapporti con la banca.
L’Autorità con lettera del 29.10.2004 scriveva che l’ENEL distribuzione s.p.a. assicura una coperta territoriale stabile con 136 punti di riscossione gratuita della bolletta attivi diffusi sul territorio con una capillarità maggiore rispetto a quella gratuita ai clienti alla data di entrata in vigore della deliberazione n. 200/1999.
Tale adempimento, però, decorre dal 2004, mentre le fatture della ********* si riferiscono al 2000. L’ENEL distribuzione, quindi, è rimasta inadempiente al contratto di somministrazione stipulato con la *********.

D’altra parte l’ENEL non ha neppure provveduto ad informare il cliente di una modalità gratuita di pagamento per cui è venuta meno all’obbligo di informazione verso il cliente sancito dall’art. 12, comma 1, deliberazione n. 55/2000 dell’Autorità per l’energia.
Che le deliberazioni dell’Autorità (regolamenti – atti amministrativi) siano inseriti ex art. 1339 c.c. nel contratto di somministrazione lo ha stabilito la sentenza Cassazione n. 19531 del 29.09.2004 secondo la quale il termine legge secondo l’opinione prevalente in dottrina deve intendersi, tecnicamente, in senso ampio, onde è riferibile a qualsiasi norma avente valore di legge in senso sostanziale e, quindi, non soltanto ai provvedimenti muniti della veste formale di atti legislativi ma altresì ai regolamenti e, financo, agli atti amministrativi cui la legge attribuisce il potere di statuire in materia predeterminando i criteri direttivi ed i limiti di massima per il suo esercizio.
D’altra parte originariamente l’art. 1339 c.c. prevedeva anche le norme corporative, le quali costituiscono una fonte oggi esaurita (di massima) ma il cui richiamo appare indicativo di una tendenza legislativa a tener conto di altre fonti che possono con forza vincolante emanare disposizioni in materia.
Pertanto la sentenza di primo grado va confermata con conseguente condanna dell’Enel distribuzione s.p.a. in persona del legale rapp.te al pagamento delle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale di Napoli – X sezione civile in persona del giudice unico dott. Michele OLIVA definitivamente pronunciando sull’appello proposto dall’Enel distribuzione s.p.a. avverso la sentenza del giudice di pace di Napoli n. 5484 del 30 dicembre 2005 con atto notificato il 03 luglio 2006 così provvede: 1) rigetta l’appello; 2) condanna l’Enel distribuzione s.p.a. in in persona del legale rapp.te p.t. al pagamento delle spese del presente giudizio che liquida in euro 50,00 per spese, euro 200,00 per diritti ed euro 1000,00 per onorari oltre spese IVA e CPA nelle misure legali. Così deciso nella camera di consiglio del 18 settembre 2007.
Depositata in cancelleria il 02/11/2007

Il giudice unico
Dott. M. Oliva


UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI TEANO
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace Avv. Andrea Rosario Viggiani, ha emesso la seguente

s e n t e n z a

nella causa civile iscritta al n. 583/C/06 avente ad oggetto “risarcimento danni”, riservata per la decisione alla udienza del 10 ottobre 2006 e promossa da:
Tizio rappresentato e difeso per procura a margine dell’atto di citazione dall’Avv. … , presso il cui studio elettivamente domicilia in … -attore-

C O N T R O

ENEL DISTRIBUZIONE SPA, in persona del legale rappresentante pro-tempore, in persona del suo procuratore speciale …. … che la rappresentata per procura generale alle liti per Notar … in data 1 settembre 2005 rep. 11732, rappresentata e difesa per delega a margine dell’atto di citazione notificato dall’Avv. …. di Roma tutti elettivamente domiciliati presso lo studio del primo in ……. –conevenuto-
All’udienza del 10 ottobre 2006 i procuratori formulavano le seguenti

c o n c l u s i o n i

Il procuratore dell’attore concludeva chiedendo accogliersi la domanda e condannarsi la convenuta al pagamento della somma di € 4,94 a titolo di risarcimento dei danni causati dal comportamento antigiuridico della convenuta, oltre all’ulteriore risarcimento danni da valutarsi in via equitativa per violazione del principio della buona fede contrattuale e per i disagi arrecati all’istante, oltre interessi, il tutto contenuto entro il limite massimo di € 1.032,00 con vittoria di spese di lite con attribuzione.
Per il convenuto: rigettarsi la domanda, con vittoria di spese di causa.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione regolarmente notificato alla società Enel Distribuzione spa l’attore conveniva la predetta davanti al Giudice di Pace di Teano affermando di aver stipulato contratto di somministrazione di energia elettrica con la predetta società numero di utenza 842534861 per l’abitazione sita in … e sosteneva che:
a) l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, istituita con L. 481/95, aveva emanato la Delibera n. 200/99 pubblicata sulla GG.UU. n. 306 del 31.12.99 supp. Ord. N. 235, attualmente vigente;
b) l’art. 6 di detta delibera, in vigore sin dal 30 giugno 2000, contempla l’obligo per l’esercente di offrire al cliente almeno una modalità gratuita di pagamento;
c) che in data 11 maggio 2004 con deliberazione n. 72 l’Autorità per l’energia accertava la violazione da parte della società Enel Distribuzione spa del citato art. 6 capoverso 6.4 della Delibera n. 200/99;
d) che l’accertata violazione determina la lesione dei diritti del consumatore-utente ai sensi della L. 281/98 art. 1 lett. c) ed e);
e) che alla data della notifica dell’atto di citazione la convenuta società, quantunque l’obbligo imposto dall’Autorità garante, non ha mai dato attuazione alla delibera n. 200/99, privando l’utente del diritto di pagare i bollettini senza costi aggiuntivi mediante l’apertura di uno sportello per la riscossione delle bellotte, a discapito della buona fede dell’utente, che, invece, ha provveduto regolarmente a pagare, rispettando i propri impegni contrattuali e sobbarcandosi al costo del servizio ed ai disagi di lunghe file ed estenuanti attese negli uffici;
Tutto ciò premesso, chiedeva la condanna della convenuta al risarcimento dei danni da illecito contrattuale, ammontanti ad € 4,94 pari al costo degli oneri aggiuntivi sostenuti per il pagamento dei bollettini che depositava, oltre interessi e svalutazione monetaria, nonché del risarcimento dei danni non patrimoniali causati dalla violazione della buona fede contrattuale ex art. 1337 codice civile e l’ulteriore risarcimento, da determinarsi in via equitativa, derivanti dal disagio e dalla sottrazione del tempo ad altre attività che impegnano normalmente il richiedente per le lunghe file ed attese agli sportelli per effettuare il pagamento dei bollettini.
Si costituiva tempestivamente la società convenuta a mezzo del proprio procuratore, il quale eccepiva l’infondatezza della domanda e ne chiedeva il rigetto. Sostanzialmente la società Enel Distribuzione spa sosteneva che le delibere dell’Autorità garante sono atti amministrativi non dotati di immediata forza precettiva e del cui inadempimento da parte della società erogatrice poteva dolersi solo la stessa Autorità garante. Eccepiva ancora che la Società convenuta sin dal 16 luglio 2001 aveva segnalato all’Autorità garante la possibilità offerta all’utente di effettuare il pagamento delle bollette con addebito sul conto corrente bancario, con pagamento on-line ed addebito su carta di credito e che, specie per la provincia di Caserta, era stato successivamente attivato il servizio gratuito per il pagamento delle bolette presso le filiali del Monte dei Paschi di Siena e Banca della Campania. Contestava infine la richiesta del risarcimento danni da stress, affermando che tale danno non è riconosciuto in re ipsa dal nostro ordinamento giuridico né dalla giurisprudenza di legittimità e di merito e che va comunque e sempre provato.
Successivamente la causa veniva istruita attraverso l’esame della documentazione depositata dalle parti.
All’udienza del 10 ottobre 2006 il Giudice invitava i procuratori delle parti a precisare le conclusioni ed a discutere, riservandosi la causa a sentenza.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il Giudicante premette che la decisione del presente procedimento è pronunciata secondo diritto alla luce di quanto disposto dal D.L. n. 18 dell'8.2.03, convertito in legge n. 63/03 trattandosi di controversia derivante dai c.d. "contratti di massa".
L’attore, inoltre, ha correttamente incardinato la causa davanti a questo Giudice, territorialmente competente in riferimento al luogo di residenza del consumatore nonché al luogo dove è sorta o doveva eseguirsi l’obbligazione.
Dalla esibita documentazione, non disconosciuta dalla convenuta, deve ritenersi la sussistenza della titolarità, sia dal lato passivo che attivo, del rapporto giuridico dedotto in giudizio (contratto di somministrazione di energia elettrica).
Nel merito, la domanda appare fondata e come tale va accolta per quanto di ragione.
E’ innegabile che l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, istituita con Legge 481/95, ha, quale propria finalità, la promozione della concorrenza e l’efficienza della prestazione, garantendo elevati livelli qualitativi nell’erogazione del servizio. Tra l’altro la stessa norma istitutiva le assegna il compito di tutelare gli interessi dei consumatori e degli utenti del servizio di fornitura dell’energia elettrica e del gas. A parere di questo Giudice va disattesa l’eccezione formulata dalla convenuta, che asserisce l’ininfluenza delle deliberazioni dell’Autorità Garante sul rapporto contrattuale, trattandosi di semplici atti amministrativi incapaci di incidere sulla esistenza, validità e modificazione delle clausole contrattuali. Ove ciò fosse vero, infatti, nessuna valida motivazione giuridica giustificherebbe l’istituzione della stessa Autorità, atteso che, oltretutto, la violazione e l’inosservanza delle sue deliberazioni da parte degli enti erogatori le consente di infliggere pesantissime sanzioni. Le norme precettive, quindi, emanate dall’Autorità, proprio in conseguenza della debolezza del consumatore e poste a tutela dello stesso, si inseriscono “ope legis” nel rapporto contrattuale sorto tra utente e la società erogatrice, integrandone le clausole ed obbligando il destinatario di esse al più rigoroso rispetto. Fermo restando, quindi, la natura di atto imperativo delle deliberazioni dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, è del tutto certo ed incontestabile che la stessa emanò la delibera n. 200/99 pubblicata sulla G.U. serie generale n. 306 del 31.12.99 suppl. ord. N. 235, vincolante per tutte le società erogatrici ed ancora vigente, la quale regolamenta l’erogazione dei servizi di distribuzione e di vendita dell’energia elettrica di cui all’art. 2 comma 12 lett. H) della Legge 14 novembre 1995 n. 481. Detta delibera all’art. 6 capoverso 6.4, recante disposizioni in materia di tempi e modalità gratuita di pagamento bolletta, imponeva alle società erogatrici, a far data dal 30 giugno 2000, di offrire al cliente almeno una modalità gratuita di pagamento della bolletta. In data 11 maggio 2004, con deliberazione n. 72, l’Autorità per l’Energia accertava la violazione del suddetto obbligo da parte della società Enel Distribuzione spa, la quale, invece, offriva modalità alternative di pagamento della bolletta sempre costose per gli utenti. Affermare che la società consentiva il pagamento attraverso l’addebito automatico su conto corrente bancario, ovvero a mezzo carta di credito oppure usufruendo del servizio on-line, è del tutto anacronistico, in quanto trattasi di modalità di riscossione certamente più comode ma pur sempre costose, contrariamente a quanto imposto dall’Autorità, che, invece, ha previsto un servizio del tutto gratuito. E’ pur vero che la società convenuta aveva stipulato una convenzione con la Banca della Campania spa ed una con il Monte dei Paschi di Siena rispettivamente a far data dal 1 aprile 2004 e dal 3 settembre 2004 per l’incasso delle bollette senza commissioni a carico del cliente, ma è altrettanto vero che, come evincesi dalla stessa documentazione prodotta dalla Enel Distribuzione spa, nessuna di queste due banche ha attivi sportelli o filiali nel comune di residenza dell’attore o comuni limitrofi. Sarebbe, pertanto, illogico che l’utente, per risparmiare il modesto costo del servizio di riscossione, dovrebbe essere costretto a recarsi alla filiale più vicina di Caserta o Aversa, sostenendo un notevole costo per il necessario trasferimento da Teano (carburante per autotrasporto, pedaggio autostradale ecc.).
Fatte queste debite considerazioni, non può che riconoscersi che la norma di cui alla delibera n. 200/99 dell’Autorità per l’Energia e per il Gas, che obbliga la società erogante a predisporre almeno un servizio gratuito per la riscossione delle bollette, si innesta quale nuova clausola nel contratto sinallagmatico intercorrente tra l’attore e la società convenuta, diventando parte integrante di esso ed obbligando il contraente destinatario all’esatto adempimento.
Non aver adempiuto all’istituzione di un servizio totalmente gratuito per il pagamento delle bollette rappresenta, pertanto, un’inadempimento contrattuale, cui consegue l’obbligo del risarcimento del danno da illecito contrattuale.
Ai sensi dell’art. 1218 del Codice civile il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. Poiché nessuna prova è stata fornita dalla convenuta al fine di sottrarsi alla propria responsabilità, la stessa è tenuta a risarcire i danni causati all’attore contraente in conseguenza del suo inadempimento.
Per quanto attiene i danni patrimoniali, l’attore ha prodotto in giudizio n. 7 bollette per il pagamento del consumo elettrico, i cui versamenti vennero eseguiti in data 1 agosto 2000, 25 settembre 2000, 2 dicembre 2000, 24 gennaio 2001, 30 marzo 2001, 3 agosto 2001 e 3 dicembre 2001 presso l’Ufficio Postale di Furnolo di Teano, che riscosse una tassa di versamento per complessive Lire 9.600 oggi € 4,94 ed è proprio questo l’importo del danno arrecato all’utente dall’inosservanza da parte della società Enel Distribuzione spa dell’obbligo imposto dall’Autorità per l’Energia di istituire un servizio di pagamento gratuito delle bollette, che l’attore, avrebbe certamente evitato se la convenuta avesse adempiuto all’obbligo imposto.
Per quanto attiene l’ulteriore danno non patrimoniale richiesto dall’attore, ritiene questo Giudice che egli abbia fatto riferimento al cosiddetto “danno esistenziale” che, a parere della Suprema Corte, consiste nel “pregiudizio sul fare areddituale del soggetto, alterando le sue abitudini di vita e gli assetti relazionali che gli erano propri, sconvolgendo la sua quotidianità e privandolo di occasioni per la espressione e la realizzazione della sua personalità”. La stessa Corte, inoltre, precisa che il danno esistenziale, ma, soprattutto, i fatti in cui esso si compendia, va sempre ed ineluttabilmente allegato dal danneggiato, nel senso che, se manca l’allegazione, il Giudice non potrà ritenere verificati fatti tali da integrare il danno esistenziale, in quanto detta fattispecie di danno necessita imprescindibilmente di precise indicazioni che solo il soggetto danneggiato può fornire, indicando le circostanze comprovanti l’alterazione delle sue abitudini di vita. Ed, infine, il danno esistenziale deve essere oggetto di prova, che, a parere della Suprema Corte, può essere fornita mediante testimonianza ovvero con altri mezzi istruttori, con cui venga dimostrato il concreto cambiamento che l’illecito ha comportato in senso peggiorativo nella qualità di vita del danneggiato (Cass. Civ. SS.UU. sentenza n. 6572 del 24 marzo 2006). Per detti motivi, va rigettata la richiesta di risarcimento danni non patrimoniali, perché genericamente formulata e, comunque, non provata.
Tutto ciò premesso, la domanda attorea va accolta limitatamente al risaricimento dei soli danni patrimoniali, quantificati nella misura di € 4,94. Su detta somma vanno riconosciuti gli interessi al tasso legale dalla data di ciascun versamento fino alla domanda giudiziale e, sul montante così determinato vanno corrisposti gli interessi al tasso legale fino al soddisfo.
Le spese seguono la soccombenza, anche se, tenuto conto delle difficoltà interpretative della materia, del comportamento processuale delle parti, del parziale accoglimento della domanda sul quantum della pretesa, vanno compensate per un quarto.

P. Q. M.

il Giudice di Pace di Teano, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da Tizio contro la società Enel Distribuzione spa, ogni ulteriore istanza, eccezione e deduzione reietta, così decide:
1) condanna la società Enel Distribuzione spa in persona del suo legale rappresentante p.t. al pagamento in favore dell’attore della somma di € 4,94 oltre interessi al tasso legale dalla data di ciascun versamento fino alla domanda giudiziale e, sul montante così determinato vanno corrisposti gli interessi al tasso legale fino al soddisfo;
2) liquida le spese processuali sulla base dei minimi della Tariffa professionale forense in € 266,25 di cui € 153,00 per diritti, € 57,00 per onorari, € 26,25 per spese generali 12,50% art. 15 LPF ed € 30,00 per spese esenti per contributo unificato, che, tenuto conto della parziale soccombenza, pone a carico della società Enel Distribuzione spa in persona del suo legale rappresentante p.t. nella misura di € 199,69 oltre IVA e CPA sulle somme imponibili, con attribuzione all’avv. ….., dichiaratosi anticipatario.
Dichiara la sentenza provvisoriamente esecutiva.
Così deciso in Teano addì 20 ottobre 2006
Depositata in Cancelleria il 24 ottobre 2006
Il Giudice di Pace
Avv. Andrea Rosario Viggiani


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